Il dipendente Matteo Campanini ha svolto un incarico “incompatibile”: è stato sospeso senza stipendio per tre mesi e dovrà restituire i 66mila euro percepiti
REGGIO EMILIA – Matteo Campanini, l’ex presidente della Fondazione Fondazione Ente Veneri, (storica istituzione educativa di Reggio Emilia nata per restituire alle famiglie della frazione di Fogliano il controllo sulla scuola dell’infanzia fondata nel 1950 grazie al lascito testamentario della contessa Amelia Veneri), è stato sanzionato dal suo “datore di lavoro”, la Provincia, per aver svolto l’incarico extra istituzionale (retribuito con 6.000 euro all’anno) definito dallo stesso ente di corso Garibaldi “assolutamente incompatibile e dunque vietato”.
In particolare, Campanini è stato sospeso dal lavoro per tre mesi con privazione della retribuzione. Inoltre, nei suoi confronti è stato avviato un procedimento volto al recupero delle somme percepite per gli incarichi retribuiti svolti in assenza di autorizzazione, per oltre 66.000 euro. Infine un ulteriore procedimento disciplinare con contestazione di addebito è attualmente in corso di svolgimento.
E’ quanto emerge dalla risposta all’interrogazione del gruppo di opposizione “Terre Reggiane”, presentata a gennaio a Palazzo Allende. Per dieci anni (fino ad ottobre del 2025) Campanini, da dipendente pubblico, ha in particolare ricoperto ruoli dirigenziali prima nella Fondazione, e poi nella “Veneri srl”, nata a settembre dell’anno scorso.
La sua nomina da parte del Comune è stata oggetto nei mesi scorsi di una mozione popolare – discussa in seduta secretata – in cui alcuni cittadini di Fogliano hanno denunciato il rischio che la srl potesse utilizzare il patrimonio della Fondazione per scopi diversi da quello “originario e immutabile” per cui è nata (è il caso di alcuni terreni espropriati per realizzare la tangenziale della zona).
La Provincia di Reggio ha comunque precisato che “l’attivazione dei controlli sul Campanini non è intervenuta a seguito di segnalazione, interna o esterna, bensì in applicazione delle norme regolamentari e ha consentito l’emergere delle condotte abusive”, poste in essere sin dal 2015. Per quanto riguarda il presunto utilizzo dell’email istituzionale per fini extra-istituzionali, l’amministrazione provinciale non ha invece svolto controlli in quanto “il contenuto della casella, come da normativa vigente, è accessibile solo all’assegnatario”.
Infine, rispetto agli espropri dei terreni, l’allora dirigente della Provincia competente (oggi in pensione) non ha ritenuto necessario adottare alcuna misura di prevenzione di conflitti di interessi, in quanto Campanini svolgeva all’interno dell’ente mansioni completamente diverse da quelle che avrebbero potuto determinare conflitti di interessi. E si “ipotizza” che solo al momento della sottoscrizione degli accordi di cessione delle aree, il funzionario “sia venuto a conoscere la circostanza che Campanini era presidente della Fondazione Veneri”. I fari sulla vicenda si riaccenderanno intanto oggi in Consiglio comunale, dove sono in programma un’interpellanza di Claudio Bassi (Forza Italia) e una mozione delle opposizioni (fonte Dire).


