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Due squadre, una famiglia: il rebus Amadei
Romano e Alfredo Amadei

Se Lentigione e Reggiana dovessero ritrovarsi nella stessa categoria, il nodo non sarebbe solo normativo ma soprattutto finanziario: la famiglia sarebbe pronta a sostenere due club?

REGGIO EMILIA – La situazione della Reggiana calcio impone, putroppo, la riflessione che faremo tra poco. Speriamo tutti che i granata si salvino e restino in B. Tuttavia, dopo la sconfitta di ieri con il Pescara, soprattutto per il modo in cui è maturata, è necessario fare una riflessione sul futuro. E in questa riflessione, purtroppo, si incrociano i destini di due squadre: il Lentigione e la Reggiana.

Mentre il Lentigione sogna uno storico approdo tra i professionisti, la Reggiana guarda con preoccupazione alla possibilità di una retrocessione. Se entrambe le squadre dovessero ritrovarsi in serie C, il problema sarebbe duplice: giuridico e, soprattutto, economico.

Dal punto di vista regolamentare, come stabilito dalla Figc, non è automaticamente vietato che persone legate da vincoli familiari (in questo caso padre e figlio) detengano partecipazioni in club diversi nella stessa categoria. Il discrimine è uno: l’indipendenza reale delle due società.

Nel caso specifico, la separazione formale appare chiara. Da una parte Alfredo Amadei, presidente del Lentigione e presidente dell’Immergas e, dall’altra, il padre Romano, fondatore dell’azienda, proprietario di maggioranza (circa il 65%) della Reggiana e presidente onorario della società, oltre che principale sostenitore economico.

Due patrimoni distinti, dato che Romano Amadei finanzia la Reggiana con il suo patrimonio personale e, quindi, due canali separati da cui arrivano i soldi che finanziano le due società. Anche l’eventuale collocazione in gironi diversi della serie C potrebbe contribuire ad attenuare eventuali criticità sportive. Questo, quindi, potrebbe bastare a risolvere il problema formale. Ma, purtroppo, il rispetto delle regole è solo una parte della storia.

La domanda che conta davvero è un’altra: la famiglia Amadei vorrebbe – e potrebbe – sostenere due club professionistici contemporaneamente? La serie C è notoriamente un campionato complesso, dove i costi di gestione superano spesso i ricavi. Budget annuali importanti, trasferte lunghe, stipendi, infrastrutture: mantenere una società stabile richiede investimenti costanti e, non di rado, perdite da coprire.

Farlo per una squadra è già una sfida. Farlo per due, nello stesso momento, moltiplica il rischio economico. Nel caso della Reggiana, il sostegno diretto di Romano Amadei rappresenta una garanzia consolidata. Il Lentigione, invece, ha costruito negli anni un modello più snello e sostenibile, ma il salto tra i professionisti comporterebbe inevitabilmente un cambio di scala.

A quel punto, le opzioni sarebbero tre. Proseguire su entrambe le strade, accettando un impegno economico significativo, oppure rimodulare gli investimenti, magari ridimensionando uno dei due progetti. Infine, ipotesi peggiore, rinunciare alla partecipazione societaria in una delle due squadre. Negli ultimi due scenari non è difficile immaginare chi avrebbe la peggio: la Reggiana.