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Detenuto si toglie la vita: attendeva il trasferimento in Rems

Tragedia in carcere: 35enne con problemi psichici trovato morto. Il Garante lancia l’allarme su sovraffollamento e carenza di strutture

REGGIO EMILIA – Avrebbe dovuto comparire proprio domani davanti al magistrato di sorveglianza per ottenere il trasferimento in una Rems, una struttura sanitaria ritenuta più adeguata alle sue condizioni. Invece, venerdì sera, ha compiuto un gesto estremo all’interno del carcere della Pulce di Reggio Emilia.

La vittima è un detenuto di 35 anni, di nazionalità georgiana, trovato senza vita nella propria cella intorno alle 21 dal personale della Polizia Penitenziaria. La notizia è stata resa nota dal Garante regionale dei detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri.

L’uomo si trovava nell’articolazione del carcere dedicata alla tutela della salute mentale, dopo essere stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Le sue condizioni psichiche erano gravi e da tempo era in attesa di essere trasferito in una Rems, strutture introdotte nel 2015 dopo il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari.

L’episodio riporta al centro dell’attenzione due criticità note: la carenza di posti nelle Rems e il sovraffollamento degli istituti penitenziari. Una situazione che, secondo il Garante, continua ad aggravarsi.

Cavalieri ha ricordato anche un precedente recente: nel dicembre 2025, proprio nella Rems di Reggio Emilia, un giovane di 24 anni di origine indiana si era tolto la vita. “Ormai i suicidi in carcere hanno raggiunto dimensioni inimmaginabili”, ha dichiarato.

Già a febbraio lo stesso Garante aveva lanciato un allarme sui numeri della popolazione detenuta in regione: “Dopo anni in cui la media era attorno alle 3.200 presenze, oggi siamo arrivati a circa 4.000. Un aumento che non trova spiegazione in una crescita dei reati”.