25 Aprile
|Casa Cervi, in 20mila per il 25 Aprile: “Dalla Resistenza un messaggio di libertà e pace”
Grande partecipazione a Gattatico tra musica e interventi: dagli artisti agli esponenti istituzionali un appello condiviso contro le guerre e per la difesa della Costituzione
GATTATICO (Reggio Emilia) – Ben 20mila persone nell’arco della giornata, una giornata di sole e un clima di grande partecipazione: il 25 Aprile 2026 a Casa Cervi si conferma ancora una volta uno degli appuntamenti simbolo della Festa della Liberazione. Nel luogo della memoria della Resistenza, il pubblico ha riempito i Campirossi fin dalle prime ore, rinnovando una presenza che lo scorso anno aveva toccato le 25mila presenze in occasione dell’Ottantesimo della Liberazione.
Musica, testimonianze e interventi istituzionali hanno scandito una giornata che ha unito memoria e attualità. Sul palco si sono alternati artisti come Cisco, Tre Allegri Ragazzi Morti e Punkreas, accompagnando il pubblico fino alla sera con concerti e momenti di festa.
Accanto alla musica, ampio spazio agli interventi. La giornata si è aperta con il racconto di Kiranjit Kaur e con il coinvolgimento dei giovani della Consulta studentesca. Nel corso del pomeriggio si sono susseguiti amministratori e ospiti, tra cui il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari, il presidente della Regione Michele De Pascale, il presidente della Provincia Giorgio Zanni e il padrone di casa, il presidente dell’Istituto Cervi, Vasco Errani.
Ma nel corso del pomeriggio si sono susseguite anche le testimonianze di Dante Corti, nome di battaglia “Notte”, nato a Sassuolo (MO) nel 1927, partigiano della Brigata “Stop” e una delle ultime voci viventi della Resistenza. Poi gli interventi di Gad Lerner, giornalista e scrittore, Walter Massa, presidente di Arci Nazionale e l’attivista curda Gulala Salih. Infine una lettura poetica sulla pace a cura della regista e attrice teatrale Marta Cuscunà.
Proprio dagli interventi istituzionali è arrivato un messaggio netto e condiviso: il 25 Aprile resta una data fondativa della democrazia italiana e oggi più che mai richiama ai valori della Costituzione e della pace.
Dal palco è arrivato anche uno sguardo internazionale con l’attivista curda Gulala Salih: “Quello che sta accadendo oggi in diverse aree del Medio Oriente è una tragedia che non riceve l’attenzione che meriterebbe dalla comunità internazionale. In Siria, così come in altre zone, assistiamo a nuovi attacchi e a una situazione in cui modelli di democrazia e convivenza sono messi seriamente a rischio. Anche in Turchia e in Iran i processi di pace restano fragili e incompleti, mentre interi popoli continuano a vivere condizioni di oppressione. Per questo il 25 Aprile ha per noi un significato profondo: non è solo una ricorrenza italiana, ma un simbolo universale di resistenza, libertà e diritti. Come popolo curdo ci riconosciamo in quei valori di democrazia, giustizia e pace che sono anche alla base della Costituzione italiana. Il nostro auspicio è che anche per noi possa arrivare, un giorno, una vera Liberazione”.
Vasco Errani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi, ha aggiunto: “Ricordare la storia dei fratelli Cervi e della Resistenza significa tornare alle radici profonde del nostro Paese e della nostra Costituzione. Non è solo memoria, ma un impegno attuale verso i valori di libertà, democrazia e pace. In un contesto internazionale così difficile, è fondamentale che i popoli tornino a far sentire la propria voce per costruire percorsi di pace. Allo stesso tempo, è importante difendere il lavoro degli istituti storici e della ricerca: non si può pensare di tagliare risorse proprio a chi custodisce e trasmette la memoria dell’antifascismo. Eventi o scelte che vanno in direzione opposta, come certe operazioni culturali, rischiano di essere uno schiaffo alla storia e all’identità di territori che hanno dato tantissimo alla Resistenza e alla democrazia”. E sul concerto di Kanye West a Reggio, aggiunge: “E’ uno schiaffo alla storia, alla cultura della nostra città Medaglia d’oro della Resistenza che ha dato tantissimo alla Resistenza, alla lotta per i diritti del Lavoro e alla democrazia di questo paese”.
E’ poi intervenuto Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, che ha aggiunto: “Quella del 25 Aprile è una giornata straordinaria, che quest’anno ha visto una partecipazione enorme in tutta la regione e qui a Casa Cervi. È la risposta di un popolo che crede nella libertà, nella democrazia e nella difesa della Costituzione, proprio nell’anno in cui celebriamo anche gli 80 anni della Repubblica. Ma il messaggio che oggi emerge con più forza è quello della pace: in un mondo segnato da conflitti e tensioni, le piazze chiedono con chiarezza un impegno concreto per fermare le guerre. Il fatto che il 25 Aprile sia ancora considerato divisivo dipende da chi sceglie di leggerlo in modo parziale: per chi è qui oggi rappresenta valori universali, diritti e libertà che appartengono a tutti. Mettere in discussione questa ricorrenza significa, in fondo, mettere in discussione quei diritti conquistati con la Liberazione”.
E’ stata poi la volta del sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, che ha detto: “Viviamo un tempo segnato da forti tensioni internazionali e da nuove forme di autoritarismo, in cui assistiamo a conflitti e minacce che mettono in discussione i principi fondamentali del diritto internazionale e della convivenza civile. In questo scenario, il richiamo ai valori della Costituzione – libertà, dignità, pace, equilibrio dei poteri – diventa ancora più urgente. Anche sul piano interno, quando si affrontano temi come la sicurezza, è necessario evitare risposte semplicistiche basate solo su repressione e sanzioni. La sicurezza è un bene comune e si costruisce prima di tutto attraverso coesione sociale, diritti, lavoro e servizi. Senza investimenti su scuola, welfare e sanità non può esserci una società davvero sicura. Difendere oggi lo spirito del 25 Aprile significa proprio questo: garantire ai cittadini libertà, diritti e condizioni di vita dignitose, senza cedere a logiche che rischiano di indebolire i principi costituzionali”.

Gad Lerner: “Sono costretto a vergognarmi di Israele”
Gad Lerner ha aperto il suo intervento con una dichiarazione personale molto netta: “oggi sono costretto a vergognarmi di Israele”, riferendosi alle scelte del governo e alla guerra in corso. Precisa però che si tratta di un dissenso doloroso e interno, e rifiuta ogni strumentalizzazione o deriva antisemita, condannando episodi offensivi avvenuti durante le manifestazioni del 25 Aprile. Da qui allarga il discorso al contesto globale, definendo il presente come un “mondo in fiamme” e ponendo una domanda centrale: “il fascismo è qualcosa che appartiene al passato o ci riguarda ancora?”. La sua risposta è chiara: il fascismo non è scomparso, ma si ripresenta in forme nuove.
Parla infatti di un “nuovo fascismo” o “tecno-fascismo”, legato al potere di leader autoritari e all’uso delle tecnologie per il controllo e la guerra. Cita figure come Donald Trump, Benjamin Netanyahu e Vladimir Putin, accusandole di alimentare nazionalismi aggressivi e conflitti che mettono in crisi la democrazia e il diritto internazionale.
Nel contesto italiano, sottolinea come il 25 aprile 2026 sia particolarmente divisivo, tra tensioni politiche e episodi di violenza, e critica chi considera l’antifascismo un tema superato. Al contrario, lo definisce una necessità attuale. Infine, richiama il valore storico della Resistenza, ricordando che la democrazia italiana – dal voto alle donne alla Costituzione – nasce dall’impegno dei partigiani: un’eredità che oggi va difesa con coerenza.





