La presidente del tribunale risponde alle accuse di “ossessiva ricerca di assoluzioni” nell’atto d’appello: “Il Tribunale giudica secondo diritto, senza pressioni”
REGGIO EMILIA – Continua a salire la tensione tra magistratura inquirente e giudici nel Processo Affidi. A inasprire il confronto è l’atto di appello della sostituta procuratrice Valentina Salvi , che accusa i giudici di aver mostrato una “spasmodica e quasi ossessiva ricerca di ragioni assolutorie” nella sentenza di primo grado. La pronuncia aveva assolto 11 dei 14 imputati e ridotto notevolmente le pene richieste per i tre condannati.
In risposta, la presidente del tribunale di Reggio Emilia, Cristina Beretti, ha diffuso una nota per chiarire alcuni punti istituzionali. “Il Tribunale non persegue né assoluzioni né condanne ‘a ogni costo’ – sottolinea Beretti – ma giudica caso per caso, nel rispetto della legge e delle garanzie costituzionali, rimettendo le proprie decisioni al controllo del giudice di secondo grado”.
Beretti ricorda inoltre che la critica a una sentenza deve basarsi su argomentazioni tecnico-giuridiche e rispettare i ruoli istituzionali. “La legittima critica non può trasformarsi in delegittimazione dell’organo giudicante: l’autorevolezza del Tribunale coincide con quella dell’intera giurisdizione”, conclude.

