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25 Aprile, il sindaco: “La libertà è una scelta quotidiana, una responsabilità da custodire”

Massari replica a La Russa: “Noi non ci stiamo ad equiparare tutte le vittime. Commemorare insieme questi caduti non è pietas, ma negazione della storia”

REGGIO EMILIA – Il 25 Aprile è stato festeggiato questa mattina anche nella nostra città. Dopo il tradizionale corteo per le vie della città c’è stata, in piazza Martiri del 7 luglio, la deposizione delle corone ai monumenti dedicati ai Caduti della Resistenza e a quelli di tutte le guerre. Poi l’intervento dell sindaco Marco Massari, della presidente provinciale Anpi Anna Ferrari e dello scrittore Antonio Scurati in piazza Cavour. La cerimonia è stata accompagnata dalla Filarmonica Città del Tricolore, alla presenza delle autorità, dei gonfaloni e dei labari delle associazioni.

Il primo cittadino ha richiamato il significato profondo della ricorrenza come fondamento della Repubblica. “La Liberazione dal nazifascismo è stata la radice morale della nostra Repubblica, il punto a cui tornare sempre, con la memoria e con la ragione, con il cuore e con la gratitudine verso chi rese possibile la vittoria e ci consegnò la libertà”, ha sottolineato.

Il sindaco ha poi evidenziato come il 25 Aprile non sia solo una commemorazione storica, ma una memoria ancora viva. “Non è un rito per ricordare il passato e i suoi attori. È un mosaico di storie, speranze, idee e gesti di coraggio”, ha detto, ricordando i partigiani caduti e i oltre seicento reggiani uccisi durante la lotta di Liberazione, i cui nomi sono custoditi nel sacrario cittadino.

Nel suo intervento, il primo cittadino ha ripercorso anche il momento della Liberazione della città. “Quando, nel pomeriggio del 24 aprile, i primi partigiani entrarono a Reggio, si apriva una nuova grande sfida: ricostruire una comunità ferita e ricucire il tessuto sociale lacerato dalla guerra e dalla dittatura”.

25 aprile

Ampio spazio è stato dedicato al contributo dei reggiani nella costruzione della democrazia e delle istituzioni repubblicane, con un riferimento alla nascita delle scuole dell’infanzia e al ruolo delle donne nella ricostruzione del Paese. “Da quell’impegno nacquero la nostra democrazia e il nostro benessere. È un debito di riconoscenza che non possiamo dimenticare”, ha affermato.

Il sindaco ha poi richiamato le figure istituzionali reggiane che contribuirono alla stesura della Costituzione, da Meuccio Ruini a Giuseppe Dossetti e Nilde Iotti, sottolineando il legame profondo tra la città e la Carta fondamentale della Repubblica.

Non sono mancati passaggi più politici, in cui il primo cittadino ha criticato letture, in particolare quella del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che, a suo giudizio, rischiano di “equiparare tutte le vittime del conflitto”. “No, noi non ci stiamo. Commemorare insieme questi caduti non è pietas, ma negazione della storia”, ha dichiarato, richiamando anche una riflessione di Italo Calvino sulla distinzione tra chi ha combattuto per la libertà e chi per la dittatura.

Il discorso ha poi toccato il tema dell’impegno internazionale e della pace, con un ricordo di Giuseppe Soncini e delle relazioni di solidarietà della città con i popoli in lotta per la libertà. “Ogni uomo o donna che combatte per la libertà merita il nostro aiuto”, ha affermato, citando i conflitti in Ucraina e Palestina e denunciando la violenza della guerra.

25 aprile

Un pensiero anche al recente esito del referendum. Ma quest’anno celebriamo qualche cosa di più: la vittoria del “no” al referendum. Ha detto Massari: “Questo voto, espresso al di là e al di fuori dei tecnicismi, ha evidenziato una chiara volontà politica di difendere la carta costituzionale da norme che possono violarla nella forma e nella sostanza e la sorpresa per noi più dolce è stata che la maggioranza dei giovani votanti si è schierata a difesa della stessa. Giovani che oggi si chiedono cosa voglia dire Liberazione in questi tempi di guerra, di populismi, di linguaggi di odio, di demonizzazione del dissenso e restrizione delle libertà. Ma che con il voto ci dicono anche chiaramente che nella nostra Costituzione continuiamo a trovare quei valori fondativi, sempre attuali e permanenti, di pace, libertà, giustizia, democrazia e antifascismo. E ne dobbiamo essere felici perché la libertà è un percorso che ci è stato affidato, come una staffetta: dobbiamo custodirlo e consegnarlo a chi verrà dopo di noi”.

Infine, un forte richiamo ai giovani e al valore attuale della Costituzione. “La libertà è un percorso che ci è stato affidato come una staffetta: dobbiamo custodirlo e consegnarlo a chi verrà dopo di noi”, ha detto il sindaco, sottolineando come le nuove generazioni stiano interrogandosi sul significato della Liberazione in un tempo segnato da guerre, populismi e linguaggi d’odio.

A chiudere il discorso, il riferimento a Teresio Olivelli e alla sua “Preghiera dei resistenti”: “Quando più s’addensa e incupisce l’avversario, facci limpidi e diritti”. Un invito finale alla responsabilità e alla partecipazione democratica: “Viva il 25 aprile, viva la Repubblica, viva la Costituzione”.