È diventata definitiva la condanna a 9 anni e 6 mesi di reclusione nei confronti di un 29enne originario del Gambia
REGGIO EMILIA – È diventata definitiva la condanna a 9 anni e 6 mesi di reclusione nei confronti di un 29enne originario del Gambia, ritenuto il capo del gruppo che il 19 giugno 2019, di notte, compì un’aggressione nell’area delle ex Officine Reggiane a Reggio Emilia. L’uomo è stato riconosciuto colpevole, in concorso con altri connazionali, dei reati di tentato omicidio, lesioni personali aggravate e violazione di domicilio ai danni di due cittadini nigeriani, all’epoca dei fatti di 32 e 20 anni.
Le due vittime erano state sorprese nel sonno all’interno dei capannoni abbandonati e assalite con bastoni e cocci di bottiglia. I carabinieri reggiani avevano però arrestato in meno di 24 ore gli aggressori, tra cui anche il 29enne gambiano, considerato il promotore e capo della banda. Nei suoi confronti la Corte d’Appello di Bologna, con sentenza emessa l’11 marzo 2025 in riforma della decisione pronunciata il 20 maggio 2025 dal tribunale Ordinario di Reggio Emilia, ha emesso la pena di 9 anni e 6 mesi di reclusione.
Condanna divenuta definitiva il 25 febbraio scorso, ma da cui devono essere detratti i periodi di custodia cautelare già scontati, pari a 1 anno, 4 mesi e 16 giorni. Il provvedimento restrittivo è stato trasmesso ai Carabinieri della stazione di Novellara, che lo hanno eseguito oggi.

