Editoriali
Reggio Emilia cresce nel turismo, ma la sfida è appena cominciata
Il +21% di arrivi nel 2025 è un risultato eccellente, ma il divario con Parma, Piacenza e Modena resta ampio: ora serve un salto di qualità per competere davvero
REGGIO EMILIA – I numeri forniti dalla Regione raccontano una storia che, finalmente, vale la pena di essere sottolineata. Il 2025 segna un cambio di passo netto per il turismo reggiano e, più in generale, per la Destinazione Turistica Emilia. Con oltre 1,5 milioni di arrivi e più di 3,2 milioni di pernottamenti complessivi tra Reggio Emilia, Parma e Piacenza, il territorio si afferma come l’area a più alta crescita dell’intera Emilia-Romagna.
Dentro questo quadro, Reggio Emilia brilla più di tutti. Il +21,22% di arrivi a livello provinciale — il dato più alto della regione — è un risultato eccellente. Ancora più significativo è il +26,02% registrato dalla città, accompagnato da un +24,01% nei pernottamenti. Numeri che non arrivano per caso: ogni mese del 2025 ha chiuso in crescita, segno di una dinamica ormai strutturale e non episodica.
Anche il territorio risponde. L’hinterland e la collina accelerano, con incrementi che in alcuni casi superano il 30%. Guastalla, in particolare, segnala un dato interessante: non solo aumentano gli arrivi, ma cresce in modo consistente anche la durata dei soggiorni. Un indicatore fondamentale, perché è proprio sulla capacità di trattenere i visitatori che si misura la maturità di una destinazione turistica.
Eppure, sarebbe un errore fermarsi all’entusiasmo. Perché, se è vero che il +21% è un ottimo risultato, è altrettanto vero che la distanza con i territori vicini resta ampia. Parma, da sola, continua a giocare in un’altra categoria: registra circa il doppio delle presenze rispetto a Reggio Emilia e addirittura quattro volte i pernottamenti. Non è solo una questione di numeri, ma di posizionamento, riconoscibilità e capacità di costruire un’offerta integrata.
Il confronto con Piacenza è ancora più diretto — e forse più significativo. Anche qui, nonostante una crescita più contenuta, i numeri restano superiori: circa 100mila presenze in più all’anno e oltre 200mila pernottamenti aggiuntivi. Significa che, pur correndo più veloce, Reggio deve ancora colmare un divario strutturale.
E poi c’è Modena, che rappresenta il vero benchmark regionale. Con quasi cinque volte i turisti e quattro volte i pernottamenti, il gap diventa evidente. Non basta crescere: serve crescere di più e meglio, costruendo una proposta turistica capace di competere su scala più ampia.
Questo non ridimensiona il risultato del 2025 — al contrario, lo rende ancora più importante. Perché certifica che Reggio Emilia ha imboccato la strada giusta. Ma allo stesso tempo chiarisce che siamo solo all’inizio. La crescita c’è, è solida, diffusa e continua. Ora però serve un salto di qualità.
Servono strategie più incisive, una narrazione più forte del territorio, una maggiore integrazione tra città e provincia, tra cultura, enogastronomia, paesaggio ed eventi. Serve, soprattutto, la capacità di trasformare i numeri in sistema.


