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Reggio Emilia, 200 donne in corteo per i diritti

E’ il primo anno che la Filcams sciopera in occasione dell’8 marzo. “Non c’è un salario dignitoso rispetto a quello degli uomini”

REGGIO EMILIA – “Dignità, parità e rispetto”. A rivendicarli sono circa 200 lavoratrici della Filcams-Cgil di Reggio Emilia che stamattina, nell’ambito della mobilitazione per la giornata internazionale della donna, hanno sfilato in sciopero per le vie del centro storico. Il corteo del sindacato del commercio della Cgil, che conta in provincia quasi 8.000 iscritti di cui l’80% donne, è partito dalla sede della Camera del lavoro di via Roma per raggiungere piazza dei Martiri del 7 luglio, e qui si è “ricongiunto” allo stand dell’associazione “Non da sola” dove si sono alternati interventi di alcune associazioni femministe.

“E’ il primo anno che la Filcams sciopera in occasione dell’8 marzo – sottolinea il segretario provinciale Alessandro Gabbi – perché abbiamo bisogno di più diritti”. In particolare, “le lavoratrici hanno grosse difficoltà a conciliare tempi di vita e lavoro e non c’è un ragionamento che tenga conto delle loro esigenze di cura, di famiglia o semplicemente di tempo libero”. Inoltre “non c’è un salario dignitoso rispetto a quello degli uomini”. Temi su cui, dice Gabbi, “facciamo molta fatica a incidere con la contrattazione collettiva”.

8 marzo

Lo conferma Paola, lavoratrice storica di Cirfood dove è delegata Filcams e rappresentante per la sicurezza (Rls), che pone l’accento sul fenomeno del cosiddetto “part time involontario”.

Ci “sono persone – spiega la lavoratrice – che sarebbero persone disposte a fare il tempo pieno ma per quanto riguarda la realtà Cir difficilmente ci riescono. Questo riguarda le figure di cucina o di chi lavora negli uffici ma le colleghe delle strutture lavorano per la maggior parte solo tre o quattro ore. E oltre alle 20 o 30 ore previste dai loro contratti, fanno dei tempi supplementari quando l’azienda lo richiede perchè c’è necessità”.

8 marzo

Inoltre in Cir, “anche con gli asili molte faticano a gestire i tempi di vita e lavoro”, continua la delegata sindacale. Che conclude: “Abbiamo un buon contratto integrativo e lo custodiamo gelosamente e anzi cerchiamo sempre di apportare miglioramenti. Ma è molto dura”.