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Referendum, il Pd: “Si apre una nuova stagione politica”
Massimo Gazza, segretario provinciale del Pd

Domani il comitato provinciale per il “no” festeggia in piazza. Il sindaco Massari: “Bisogna preparare un’alternativa alla destra”

REGGIO EMILIA – “Ora si apre una nuova stagione politica, non solo perché se avesse vinto il ‘sì’ la situazione sarebbe molto diversa. Ma soprattutto perché, andando in tanti a votare e votando ‘no’, i cittadini ci hanno consegnato una responsabilità di cui ci faremo carico nei prossimi mesi”.

Massimo Gazza, segretario provinciale del Pd reggiano, commenta così gli esiti del referendum per la riforma costituzionale della giustizia che, sia sul territorio che nella città del Tricolore, hanno visto prevalere il fronte del “no” superando rispettivamente la soglia del 61% e del 63,7%. Numeri che il dem rivendica con orgoglio per la sua “comunità”, evidenziando inoltre: “Reggio è la terza provincia per voti al no in Italia, dopo Bologna e Firenze. Inoltre abbiamo il Comune, quello di Fabbrico, che è primo in Italia con il 74% di voti contrari alla riforma (in realtà nel Comune di Napoli si è raggiunto oltre il 75%, ndr)”.

Il morale nella sede del Pd in via Gandhi, dove Gazza ha indetto una conferenza lampo per un brindisi, il morale è alto. Aspettando la festa ufficiale del comitato promotore per il ‘no’ che si svolgerà domani alle 18 in piazza Prampolini, il segretario ricorda: “Abbiamo fatto la prima riunione sulla riforma il 5 dicembre del 2025 con sei persone oltre i relatori. E’ un merito perché già allora avevamo capito che era uno snodo politico fondamentale”.

Infatti, continua Gazza, “quello che loro volevano realizzare era un percorso fatto da referendum e legge elettorale, per arrivare al vero obiettivo che era il premierato, e non è detto che non lo sia ancora”. Dunque, “oltre a difendere i valori democratici e costituzionali il Pd, schierandosi in questo referendum, ha bloccato una pericolosa deriva”, conclude il segretario provinciale del Pd. Insieme a Gazza, Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera e membro della segreteria provinciale, che ironizza: “Vorrei ringraziare Nordio e la famiglia nel bosco che ci hanno aiutato a ottenere questo risultato”.

Cavallaro torna però poi subito serio per evidenziare: “Il motivo per cui tantissimi italiani siano ‘tornati in servizio’ alle urne è perché si sono sentiti presi in giro. Questo voto ha dimostrato per la prima volta che questo Governo si può battere usando i valori costituzionali”. Secondo Cavallaro, quindi, “è un patrimonio che non va disperso e su cui dobbiamo continuare a lavorare per dare un futuro a colori al Paese”.

Sul risultato del referendum interviene anche il sindaco Marco Massari per il quale quello che emerge dalle urne del referendum è “un concetto chiaro: non si cambia la Costituzione a colpi di maggioranza. Non si cambia la Costituzione senza un vero confronto parlamentare, senza una vera condivisione”. Inoltre per il primo cittadino di Reggio Emilia (“città ha avuto una tra le affluenze più alte in Italia”), la “netta affermazione del no è espressione di una chiara consapevolezza di quanto l’equilibrio dei poteri sancito dalla nostra Costituzione sia importante”.

Infine, aggiunge Massari, “questo risultato rappresenta un segnale a tutte le forze progressiste per preparare un’alternativa al governo delle destre, una destra che in Italia vuole occupare tutti i poteri dello Stato ma che in Europa e nel mondo non difende gli interessi del Paese e della pace”. Per concludere il sindaco ringrazia quindi “tutti gli 82.000 reggiani che hanno scelto di andare alle urne, tutti coloro che hanno operato ai seggi, i volontari, i rappresentanti dei comitati”. E’ stata “una bella prova quella di cui siamo stati ancora una volta protagonisti, a testimonianza di quanto la coscienza democratica sia ben radicata nelle nostre terre”, commenta ancora Massari.