Interventi
Protesta davanti al rettorato di Unimore: studenti e lavoratori contro accordi con l’industria militare
Manifestazione contro la guerra e le collaborazioni con aziende della difesa e istituzioni israeliane. La mozione respinta dal Senato accademico guidato dalla rettrice Grazia Maria Cucchiara dell’Università di Modena e Reggio Emilia
REGGIO EMILIA – Nel pomeriggio di martedì 10 marzo, studenti e lavoratori di Unimore hanno manifestato sotto il rettorato a sostegno della mozione contro la guerra redatta negli scorsi mesi. Una mozione che chiede all’ateneo di prendere una chiara posizione di contrarietà rispetto agli accordi con le aziende militari e le istituzioni israeliane complici del genocidio a Gaza. Di fronte a un quadro quanto mai preoccupante di escalation militare a livello internazionale, le università non possono e non devono rappresentare la stampella ideologica e uno strumento di ricerca e innovazione asservito ai signori della guerra.
Già in occasione del Senato accademico di dicembre le porte dell’università erano rimaste chiuse agli studenti e ai lavoratori promotori della mozione, difese da un ingente schieramento di agenti della Digos. Negli scorsi giorni il clima non è sembrato differente: dagli spazi negati in Università per le iniziative contro la guerra al rifiuto sistematico di concordare preventivamente la presenza di una delegazione che presentasse la mozione in Senato accademico.
Allo stesso modo ieri, la rettrice Cucchiara si è assunta la responsabilità politica di negare il confronto agli studenti, demandando una questione cruciale qual è l’opposizione alla guerra a partire dai luoghi di formazione e ricerca, ad una mera questione di ordine pubblico gestita per mezzo delle forze di polizia. In un Senato accademico blindato la rettrice ha frettolosamente presentato e discusso la mozione che è stata respinta con larga maggioranza con il pretesto della difesa della “libera ricerca”.
Riteniamo che chi ricopre ruoli di tali importanza all’interno di un’istituzione come quella universitaria dovrebbe essere ben consapevole che la ricerca totalmente libera non esiste. La ricerca è storicamente determinata. Non sono pochi i casi nella storia in cui la ricerca è stata messa al servizio di poteri che hanno perpetrato crimini contro l’umanità, utilizzando la ricerca per giustificare teorie suprematiste, segregazioniste e discriminatorie. Chi oggi non riconosce quanto la ricerca sia funzionale ai piani genocidi di Israele e più in generale alla folle corsa al riarmo che ci porta tutti sull’orlo di un conflitto imperialista generalizzato, o è talmente ingenuo da non accorgersene o ha degli interessi specifici da difendere. La Rettrice Cucchiara e gli altri membri del Senato accademico che hanno votato contro la mozione si muovono su queste esatte linee.
Gli studenti e lavoratori dell’università esprimono la loro indignazione rispetto agli esiti e alle modalità di questa discussione e promettono che questa battaglia politica non sarà archiviata dai tentativi di censura e boicottaggio della governance universitaria. Se la direzione dichiara guerra ai propri studenti e lavoratori per difendere gli interessi di Confindustria, Fincantieri e Leonardo, gli universitari risponderanno di conseguenza. Lottare contro il coinvolgimento di Unimore e delle università italiane nella filiera bellica è la priorità di chi vuole studiare e formarsi in atenei che siano forieri di pace e solidarietà internazionale, liberi dagli interessi di coloro che preparano la guerra in nome del profitto, sulla pelle di studenti, lavoratori e dei popoli.
Assemblea Universitaria contro Guerra, Genocidio e Riarmo e Fronte della Gioventù Comunista – Federazione di Modena

