Sulla vicenda interviene il coordinamento cittadino: “Solidarietà a don Moretto”. E sulle politiche sociali: “Il modello non funziona, servono risultati verificabili”
REGGIO EMILIA – Dopo l’aggressione subita da don Daniele Moretto davanti alla parrocchia di San Giuseppe, in via Fratelli Rosselli, interviene anche Forza Italia Reggio Emilia, che esprime solidarietà al sacerdote e alla comunità parrocchiale, ma allo stesso tempo punta il dito contro le politiche dell’amministrazione comunale.
“Innanzitutto esprimiamo piena solidarietà a don Moretto e all’intera comunità della parrocchia di San Giuseppe”, si legge nella nota del coordinamento cittadino. “Al sacerdote va il nostro rispetto per non essersi voltato dall’altra parte e per essere intervenuto in difesa di una donna in difficoltà”.
Il partito chiede che i responsabili dell’aggressione vengano individuati rapidamente. “Chiediamo alle istituzioni competenti che i responsabili siano identificati e perseguiti senza indugio. Quanto accaduto in via Fratelli Rosselli è un episodio grave di violenza”.
Ma per Forza Italia l’episodio rappresenta anche il segnale di un problema più ampio. “È la certificazione politica di un fallimento amministrativo che va avanti da anni, mentre si inaugurano centri culturali e sportelli di dialogo”.
Nel comunicato si fa riferimento in particolare alla situazione dei quartieri più complessi della città. “Quartieri abbandonati: lo sanno i residenti, lo sa chi ci lavora ogni giorno, lo sa chiunque abbia occhi per vedere”.
Nel mirino del coordinamento cittadino finiscono anche alcuni investimenti dell’amministrazione. “La giunta Massari ha investito un milione e seicentomila euro — di cui oltre un milione di fondi PNRR, denaro pubblico nazionale — per costruire ‘La Casa del Dialogo’ nel quadrante est della città. Centri interculturali, sale civiche, spazi per le famiglie. Progetto dopo progetto, inaugurazione dopo inaugurazione”.
Secondo Forza Italia, tuttavia, questi interventi non avrebbero prodotto risultati concreti. “Eppure il disagio giovanile nei quartieri difficili non arretra. Anzi, si fa più aggressivo, più spudorato, più visibile. Se questa è la resa dei conti di anni di politiche sociali, allora qualcuno deve avere il coraggio di dire che il modello non funziona e smettere di finanziarlo con soldi che i cittadini non possono permettersi di sprecare”.
Il partito contesta anche l’efficacia di alcune misure di prevenzione. “Ci viene detto che il doposcuola risolve il disagio, che i centri di aggregazione fanno prevenzione, che i percorsi interculturali costruiscono coesione. Chi si occupa seriamente di devianza giovanile sa da tempo che certi fenomeni non si affrontano né con i doposcuola né con le inaugurazioni, ma con strumenti efficaci”.
Infine, la richiesta all’amministrazione comunale di rendere conto dei risultati delle politiche adottate. “Il Comune deve dimostrare con dati verificabili che ha prodotto risultati. Non mancano le risorse e le competenze: manca la volontà politica di guardare in faccia una realtà scomoda, scomoda per i cittadini che la subiscono ogni giorno, ma evidentemente comoda per chi governa”.

