Logo
Novellara, divieto di avvicinamento per stalker seriale
La caserma dei carabinieri a Novellara

Disposto il braccialetto elettronico per un 55enne che aveva già perseguitato altre donne e ora si era invaghito di una 30enne

NOVELLARA (Reggio Emilia) – Nuovi guai per uno stalker seriale 55enne che si invaghisce delle donne e le perseguita se non viene ricambiato. L’indagine odierna trae origine dalla denuncia di una donna reggiana di 30 anni, dipendente di un esercizio pubblico. Da luglio 2025 fino a gennaio scorso, l’uomo — cliente abituale del negozio — avrebbe sviluppato un’infatuazione non corrisposta per la vittima, trasformandola in un vero e proprio incubo.

I comportamenti, documentati dai carabinieri di Novellara, delineano un inquietante e inarrestabile crescendo di violenza psicologica. Quello che l’uomo spacciava per interesse si è presto trasformato in un assedio degradante, caratterizzato da un corteggiamento ossessivo fatto di allusioni pesanti, frasi a sfondo sessuale e l’uso di appellativi confidenziali del tutto fuori luogo all’interno del negozio dove la donna lavorava.

Un’invasione della sfera privata che non si fermava alle parole: il 55enne passava infatti ore intere in auto, appostato strategicamente davanti alle vetrine per monitorare ogni movimento della vittima, spingendosi persino a compiere gesti osceni in pieno giorno davanti all’attività commerciale. Questa pressione asfissiante, fatta di pedinamenti e sguardi fissi, ha finito per logorare la serenità della trentenne, sprofondata in un grave e perdurante stato d’ansia. Un timore per la propria incolumità così concreto da impedirle di restare sola in negozio o di uscire a fine turno senza la paura costante di ritrovarselo davanti, trasformando la sua quotidianità in un vero e proprio incubo ad occhi aperti.

Per questi motivi il Gip del Tribunale di Reggio Emilia, accogliendo le richieste della Procura reggiana, concorde con le risultanze investigative, ha disposto per il 55enne il divieto di avvicinamento (con distanza di almeno 2.000 metri), il divieto di comunicazione con la vittima, l’applicazione del braccialetto elettronico e, cumulativamente, l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Il provvedimento odierno non appare come un episodio isolato, ma si inserisce in un quadro di spiccata pericolosità sociale e serialità.

L’indagato avrebbe infatti commesso i fatti malgrado fosse sottoposto alla misura di sicurezza provvisoria per stalking ai danni di due altre parti offese , di cui una minorenne e fosse stato preso in carico dal locale Centro di Salute Mentale. In riferimento a tale procedimento pochissimi giorni fa – il 17 febbraio – il Gup lo ha condannato a 5 mesi e 10 giorni di reclusione, previa riqualificazione del fatto in molestie, disponendo altresì l’applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di 1 anno e 6 mesi.

In quell’occasione l’indagato aveva perseguitato un’altra donna, arrivando a minacciare di “piazzare una bomba sotto casa” e spostando le proprie attenzioni morbose anche sulla figlia minorenne della vittima, inseguendola in strada. Già il 22 dicembre del 2022 il Tribunale di Reggio Emilia, in composizione monocratica e con sentenza passata in giudicato, lo aveva condannato sempre per stalking, sottoponendolo alla misura della libertà vigilata per un anno.