Cibo
|Marchio Igp all’erbazzone reggiano: il 45esimo prodotto in Emilia
L’associazione dei produttori annuncia l’intenzione di strutturarsi in un Consorzio di tutela. L’assessore Mammi: “Sono oroglioso”
REGGIO EMILIA – L’Emilia-Romagna ha una nuova eccellenza gastronomica certificata. Dopo un lungo percorso iniziato nel 2022, infatti, l’Erbazzone reggiano ha conquistato il marchio Igp (Indicazione geografica protetta), diventando il 45esimo prodotto regionale che può fregiarsene. Fra pochi giorni il riconoscimento sarà ufficializzato nella Gazzetta dell’Unione europea, mentre l’associazione dei produttori della tipica torta salata originiaria di Reggio Emilia annuncia l’intenzione di strutturarsi in un Consorzio di tutela.
Soddisfatto quindi l’assessore regionale all’Agricoltura, il reggiano Alessio Mammi, che commenta: “E’ con orgoglio che annunciamo di poter aggiungere al nostro paniere di eccellenze gastronomiche l’Erbazzone, che è fortemente legato alla mia terra e alla nostra storia”. Per Mammi è inoltre “un’ulteriore conferma che siamo la ‘Food valley’ d’Italia, sia per la varietà delle nostre produzioni, che sono per tutti gli appettiti, sia per i numeri raggiunti dal nostro agroalimentare”.
Come ricorda sempre l’assessore, infatti, nel 2025 il valore di cibo, vino e condimenti, ha raggiunto i 37 miliardi ed è di 10 miliardi il valore delle esportazioni. La filiera agricola vale invece 7 miliardi e 4 miliardi i soli prodotti con marchio Dop e Igp. A questo proposito Mammi prosegue ricordando: “Siamo la regione con il più alto numero di riconoscimenti. Sul cibo siamo una capitale europea ed oggi rafforziamo questa leadership”.
Per l’assessore però i prodotti come l’erbazzone hanno un valore che travalica quello economico. “Hanno una storia e sono legati a specifici territori, i soli dove possono essere realizzati”. Inoltre “hanno un valore sociale perchè spesso nascono nei territori rurali più lontani dai centri urbani, creando occupazione e comunità”. E ancora, secondo Mammi, riaffermano l’idea che il cibo “non è solo una commodities, non serve solo a safamrsi, ma è un patrimonio culturale, come un’opera d’arte”.
Da non dimenticare poi, “che le Dop e le Igp seguono disciplinari precisi di produzione e garantiscono certezza e sicurezza ai consumatori, oltre ad essere tutelate dal punto di vista legale dall’Europa”. Come Regione, conclude Mammi, “Lavoreremo adesso per far conoscere l’Erbazzone nei confini nazionali, ma soprattutto all’estero”. Matteo Cugini, vicepresidente dell’associazione produttori dell’Erbazzone reggiano, aggiunge: “Siamo felici di aver completato un percorso che era stato più volte tentato in passato, ma siamo consapevoli di essere ancora all’inizio”.
Adesso, conferma Cugini, “partiremo con la costituzione di un Consorzio e stiamo cercando altri soci, anche tra i piccoli forni”. Insomma, conclude Cugini, “non ci ha spaventato arrivare a questo punto, e non ci spaventa proseguire oltre”.

