REGGIO EMILIA – Le tensioni geopolitiche internazionali rischiano di avere effetti diretti anche sull’economia locale. È il messaggio lanciato da Roberta Anceschi, presidente di Confindustria Reggio Emilia, che analizza le possibili ricadute per un territorio fortemente manifatturiero e orientato all’export come quello di Reggio Emilia e dell’Emilia-Romagna.
“Quando le tensioni geopolitiche aumentano, gli effetti non restano confinati ai luoghi del conflitto ma si propagano rapidamente all’economia globale. Per territori fortemente manifatturieri e aperti ai mercati internazionali, come quello di Reggio Emilia e più in generale l’Emilia-Romagna, ogni instabilità internazionale diventa inevitabilmente anche una questione economica e dunque territoriale e sociale”, spiega Anceschi.
L’attenzione è rivolta in particolare alla nuova escalation in Medio Oriente dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, che introduce ulteriori incognite in un contesto già complesso. Continua Anceschi: “L’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele aggiunge un ulteriore elemento di incertezza in uno scenario già segnato da molte incognite, dal costo dell’energia alle tensioni commerciali. Le conseguenze di una crisi di questo tipo non riguardano soltanto i Paesi coinvolti: incidono infatti non solo sui consumi, ma anche sulla mobilità delle merci, sulle catene di approvvigionamento e sull’accesso alle materie prime”.
Uno dei nodi più delicati riguarda le rotte energetiche. Nelle prime settimane di tensione uno dei punti più sensibili è stato lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio e gas.
Spiega la presidente: “Nella prima settimana di conflitto un punto particolarmente sensibile è stato lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per il commercio energetico mondiale. Da qui transitano ogni giorno circa 20 milioni di barili di petrolio, il 27% del totale globale, oltre al 20% del gas naturale liquefatto e a una quota significativa dei fertilizzanti. Le tensioni nell’area hanno sostanzialmente bloccato il traffico marittimo che nel frattempo ha visto aumentare i costi di trasporto e assicurazione”.
Per il sistema produttivo italiano resta centrale il tema dell’energia, già da tempo fattore di svantaggio competitivo rispetto ad altri Paesi europei. Continua la Anceschi: “In questo quadro pesa sempre di più il tema dell’energia, che da anni rappresenta uno dei principali fattori di svantaggio competitivo per le imprese italiane rispetto ai competitori europei. È quindi importante rendere rapidamente operative le misure di sostegno previste dal decreto energia per famiglie e piccole e medie imprese, pur sapendo che oggi non possono bastare da sole”.
Secondo Anceschi servono infatti interventi più profondi a livello europeo.
“Servono interventi strutturali: un vero mercato unico europeo dell’energia e politiche industriali capaci di rafforzare la competitività del sistema produttivo. In una fase straordinaria come quella attuale, anche una decisione sulla flessibilità delle regole del Patto di stabilità e crescita diventa non solo necessaria, ma indispensabile”.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda i rapporti commerciali con gli Stati Uniti, primo mercato extraeuropeo per l’export italiano. Per questo diventa strategico rafforzare la presenza dell’industria italiana in nuovi mercati.
“Per questa ragione – secondo Anceschi – diventa ancora più rilevante il rafforzamento della presenza dell’industria italiana e reggiana in nuovi mercati. L’accordo tra Unione Europea e Mercosur promette di aprire opportunità importanti, così come il consolidamento delle relazioni economiche con partner come India, Giappone e Canada”.
Il tema della stabilità internazionale resta quindi centrale per un territorio ad alta vocazione manifatturiera come quello reggiano. “Per un territorio industriale come quello reggiano, dove l’export e la manifattura rappresentano un motore fondamentale di sviluppo, la stabilità dei mercati internazionali è una condizione essenziale”.
Da qui l’auspicio finale della presidente degli industriali reggiani: “L’auspicio è che la crisi trovi rapidamente una soluzione: solo il ritorno a una pace giusta, tanto in Medio Oriente quanto in Ucraina, può garantire la sicurezza non solo delle popolazioni inermi coinvolte, ma anche degli scambi, rilanciando una prospettiva di crescita per l’economia globale”.

