I giudici amministrativi hanno respinto una serie ricorsi dell’azienda legati alla realizzazione dell’infrastruttura
REGGIO EMILIA – Il Tar di Parma archivia il caso del polo produttivo ed eco-logistico progettato nell’area “Dugara” del Comune di Brescello, dove lo scorso dicembre è stata scoperta una maxi discarica di scorie di acciaieria (nove le persone indagate nell’inchiesta). Con la sentenza emessa il 25 febbraio scorso, i giudici amministrativi hanno in particolare respinto una serie ricorsi legati alla realizzazione dell’infrastruttura autorizzata dal Consiglio comunale di Brescello nel 2002.
L’intervento, per cui nel 2003 erano state concesse le autorizzazioni per avviare le opere di urbanizzazione, era stato proposto dall’azienda Mingori & Bacchi (poi divenuta Dugara spa) che, dal 2011 al 2014, ha svolto nel sito di via Peppone e Don Camillo l’attività di recupero di rifiuti speciali non pericolosi (scorie di acciaierie) “per la formazione di rilevati e sottofondi stradali nell’ambito della urbanizzazione del polo logistico intermodale Dugara”.
Nel 2023 la società ha poi presentato al Comune una comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila) per completare le opere di urbanizzazione dello stralcio A del polo produttivo. A febbraio 2024 il Comune di Brescello ha tuttavia vietato con un’ordinanza l’inizio dei lavori ritenendo la Cila “non inidonea” e considerando il piano particolareggiato approvato nel 2002 ormai decaduto per il decorso del termine decennale di validità previsto dalla legge. Da qui è nato un primo ricorso e il Tar, respingendo la richiesta di sospensione del provvedimento, ha dato ragione all’amministrazione.
I giudici hanno in particolare ritenuto che gli interventi di urbanizzazione eseguiti da privati costituiscano interventi di nuova costruzione e richiedano quindi un permesso di costruire. Parallelamente si è sviluppato un ulteriore contenzioso sul piano ambientale. A seguito dell’ordinanza comunale che vietava i lavori, Arpae ha disposto nel giugno 2024 il ritiro dell’Aia per la dismissione del sito di raccolta delle scorie d’acciaio, sul presupposto della mancanza del titolo edilizio. Anche contro questo provvedimento la società ha presentato ricorso al Tar, senza ottenere però la sospensione cautelare del’atto.
Un terzo fronte ha infine riguardato la procedura preliminare al provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) per il progetto della “Area produttiva eco-logistica Dugara”. La Conferenza dei servizi convocata dalla Regione ha espresso un parere preliminare negativo, evidenziando diverse criticità. Anche questo parere è stato impugnato dalle società interessate (Dugara e l’immobiliare Solari) che hanno chiesto l’annullamento degli atti della procedura. Il 25 febbraio scorso tutti i ricorsi sono stati riuniti e respinti. Le società ricorrenti, sono quindi state condannate a rifondere spese legali per 11.000 euro a Regione, Arpae e Comune di Brescello (compensate quelle con la Provincia di Reggio) (Fonte Dire).

