Cronaca
|Stazione, i residenti: “Spacciatori nei garage e fuochi accesi, non ci sentiamo più al sicuro”
La denuncia di chi vive tra via Don Alai e via Monsignor Tondelli: “Chiamate continue alle forze dell’ordine, ma quando arrivano è sempre troppo tardi”
REGGIO EMILIA – Cresce la preoccupazione tra i residenti dei palazzi in zona stazione, tra via Don Alai e via Monsignor Tondelli, a Reggio Emilia. Un cittadino ha deciso di denunciare pubblicamente una situazione che, a suo dire, va avanti da tempo senza trovare una soluzione concreta.
Secondo quanto riferito, alcune persone – identificate come spacciatori – si ritroverebbero abitualmente nella rientranza dove si trova l’ingresso condominiale che conduce alle cantine e ai garage. Un’area di passaggio che, col tempo, sarebbe diventata un vero e proprio punto di stazionamento. “Ormai si sono appropriati di quel posto”, racconta il residente, che riceve continuamente fotografie scattate dalle telecamere di videosorveglianza installate nella zona.

Il problema, però, non riguarda solo lo spaccio. A preoccupare maggiormente gli abitanti è il fatto che queste persone accenderebbero anche dei fuochi all’interno o in prossimità dei garage. “È estremamente pericoloso – spiega – non sappiamo cosa possa succedere, basta poco per provocare un incendio o una tragedia”.
Più volte sarebbero state contattate le forze dell’ordine. Tuttavia, secondo il racconto, le procedure di emergenza scoraggerebbero interventi tempestivi: “Chiami il numero di pronto intervento, resti al telefono anche un quarto d’ora per rispondere alle domande, poi vieni passato ai carabinieri e riparte un altro quarto d’ora. Nel frattempo queste persone se ne vanno e quando arrivano le pattuglie non c’è più nessuno”.

Una situazione che genera frustrazione e un crescente senso di insicurezza. “Noi chiamiamo, ma arrivano sempre dopo – conclude – e intanto il problema resta. Non ci sentiamo più protetti”. I residenti chiedono ora maggiore attenzione e controlli più frequenti da parte di forze dell’ordine, affinché l’area venga monitorata con continuità e restituita alla sicurezza di chi ci vive ogni giorno.

