Il Pd difende il servizio: “Strumento di coesione e giustizia sociale”. Il Psi: “Poche segnalazioni, valutare la sospensione e destinare altrove le risorse”
REGGIO EMILIA – Si accende il confronto politico a Reggio Emilia attorno allo sportello antirazzista attivato nell’ambito del progetto Cities. Da una parte il Partito Democratico difende con convinzione il servizio, rivendicandone il valore sociale e culturale; dall’altra il Psi invita a una riflessione sull’efficacia dello strumento, alla luce dei numeri registrati finora.
A intervenire sono Lanfranco De Franco, segretario cittadino del Pd, e Riccardo Ghidoni, capogruppo Pd in Consiglio comunale, che spiegano le ragioni alla base della scelta dell’Amministrazione.
“Davanti a persone che ci dicono: ‘Ho un contratto a tempo indeterminato e pieno, vivo a Reggio da anni ma non vogliono affittarmi un appartamento dopo che leggono il mio nome e vedono che sono nero’ e ancora: ‘Mia sorella e suo marito, cresciuti a Reggio Emilia, accento reggiano, lavoratori a tempo indeterminato non riescono a trovare casa in affitto dove desiderano. Io lo so che i dubbi emergono quando vedono l’hijab di mia sorella’, un amministratore pubblico ha il dovere di interrogarsi su come agire”.
Per i due esponenti dem, l’esperienza dello sportello “raccoglie segnalazioni di vita vissuta, che hanno conseguenze dirette e reali sulla quotidianità delle persone” e rappresenta uno strumento utile per leggere e affrontare fenomeni che altrimenti resterebbero sommersi. “Il dovere di un’Amministrazione Comunale è quello di lavorare sui dati a sua disposizione, per contrastare determinate dinamiche e promuovere politiche pubbliche orientate alla coesione sociale, che equivale a maggiore benessere per tutti”.
Il Pd respinge inoltre le critiche politiche arrivate dal centrodestra. “Se l’integrazione, la coesione sociale e il contrasto al razzismo diventano una questione ideologica appannaggio della sinistra ne siamo orgogliosi, riconoscendo con sincerità alla destra di aver toccato il fondo dell’abisso con questa polemica”.
E ancora: “Associare il tema della sicurezza – peggiorata in ogni città in tre anni di Governo Meloni – al contrasto al razzismo restituisce la cifra politica e culturale di Fratelli d’Italia”.
De Franco e Ghidoni respingono anche una lettura meramente economica della questione: “È giusto valutare il contrasto al razzismo in termini economici? No, non lo è. Qualsiasi beneficio raggiunto supera ampiamente i costi di investimento in politiche che sono semplicemente giuste”. E concludono ribadendo che “Reggio è una città operosa ed inclusiva” e ringraziando “tutti gli operatori impegnati nelle attività dello sportello per la professionalità e la passione dimostrata”.
Di diverso avviso Roberto Pierfederici, della Federazione provinciale del Psi di Reggio Emilia, che invita a una valutazione pragmatica del progetto. “Perdurando le pochissime segnalazioni ed accessi sinora registrati allo sportello antirazzista recentemente aperto nella nostra città nell’ambito del progetto Cities, pare naturale ed opportuno sospendere l’attività di tale sportello al termine del periodo di sperimentazione, destinando le relative risorse ad altri interventi di tipo sociale”.
Per Pierfederici, il basso numero di accessi sarebbe un dato da considerare attentamente nella programmazione futura delle politiche sociali, sottolineando come Reggio Emilia sia “una città aperta e decolonializzata”.

