I deputati Pd al ministro dell’Interno: “Lo Stato non può lasciare soli i sindaci. Serve chiarezza sulla espulsione annunciata e mai attuata”
REGGIO EMILIA – Il caso del 28enne marocchino, già destinatario di Daspo urbano e per il quale a gennaio era stato annunciato un provvedimento di rimpatrio, approda in Parlamento. I deputati del Partito Democratico Andrea Rossi e Ilenia Malavasi hanno presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno per chiedere chiarimenti sulla vicenda e sulle misure che il Governo intende adottare per garantire sicurezza e tutela della comunità locale.
Secondo quanto riportato dalla stampa, il giovane – senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine per comportamenti molesti nei confronti di cittadini ed esercenti – avrebbe fatto ritorno a Scandiano. Una situazione che ha suscitato la reazione del sindaco Nasciuti, che si è dichiarato “amareggiato, deluso e arrabbiato” per l’impossibilità di intervenire in modo risolutivo.
“Abbiamo chiesto al ministro per quali ragioni non sia stato disposto il rimpatrio annunciato nel mese di gennaio”, spiegano Rossi e Malavasi. “La sicurezza pubblica è una competenza esclusiva dello Stato e non può essere scaricata sui sindaci, che sempre più spesso si trovano soli ad affrontare situazioni complesse”.
I due parlamentari dem sottolineano come il tema non possa essere ridotto a un approccio esclusivamente repressivo. “La sicurezza è un bene comune fondamentale, un diritto delle cittadine e dei cittadini e una condizione essenziale per l’esercizio delle libertà democratiche. Non può fondarsi soltanto su nuovi reati o su misure simboliche, ma richiede un equilibrio tra prevenzione sociale, presidio del territorio e interventi proporzionati”.
Nell’interrogazione si chiede inoltre quali iniziative urgenti il ministero intenda adottare, “anche in raccordo con il sindaco e con le autorità territoriali competenti”, per prevenire ulteriori episodi e garantire un’efficace azione di tutela, “nel rispetto dei diritti e della dignità delle persone coinvolte”.
“Non si tratta di alimentare polemiche – concludono Rossi e Malavasi – ma di fare chiarezza e garantire risposte concrete ai cittadini e agli amministratori locali. La sicurezza non può essere oggetto di propaganda: servono responsabilità, coordinamento e soluzioni efficaci”.

