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Sanità, a Reggio nel 2024 il 39% di medici “intramoneisti”

Gli esami più richiesti sono quelli ginecologici e radiodiagnostici

REGGIO EMILIA – Nell’Ausl di Reggio Emilia, nel 2023, sono stati 516 su 1.215 (il 42%) i dirigenti medici e sanitari che hanno svolto attività “intramoenia”. Percentuale che l’anno successivo è scesa al 39% (l’Alpi è stata praticata da 499 camici bianchi su 1.257). Emerge dalla relazione della Corte dei conti che contesta all’azienda reggiana una serie di rilievi su questa modalità di erogazione delle prestazioni sanitarie.

Stando al documento, nel 2023 le specialità che hanno registrato il maggior numero di dirigenti medici in Alpi sono risultate ginecologia e ostetricia (42 medici), radiodiagnostica (41 medici), anestesia e rianimazione (39 medici), cardiologia (34 medici) e chirurgia generale (29 medici).

Nel 2024, le stesse discipline si confermano tra quelle con il maggior numero di medici intramoenisti, sebbene con variazioni nei valori di: anestesia e rianimazione (43 medici), ginecologia e ostetricia (40 medici), radiodiagnostica (38 medici), chirurgia generale (33 medici) e cardiologia (31 medici).

I posti letto riservati alla libera professione sono stati 8 nel 2023 e 5 l’anno seguente. Infine, tre anni fa, sul totale complessivo di 117.741 prestazioni in Alpi 115.616 prestazioni (98,2%) sono state effettuate all’interno di spazi aziendali o in locali a essi equiparati. Il dato è pari al 96,2% nel 2024. Dal confronto le atre aziende della Regione emerge infine che l’Ausl di Reggio Emilia presenta una percentuale contenuta di utilizzo di spazi esterni, sebbene nel 2024 se ne sia rilevato un aumento.