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Rilievi Corte dei Conti e bilancio, i dirigenti chiudono il caso

L’iter del documento sotto la lente della commissione, ma vengono escluse irregolarità

REGGIO EMILIA – Tutto regolare in Comune a Reggio Emilia su come è stata “maneggiata” la deliberazione numero 175/2025 della Corte dei Conti. Cioè l’atto che ha innescato le polemiche culminate a gennaio con l’abbandono della sala del Tricolore da parte di tutti i gruppi di opposizione, durante il Consiglio comunale per la discussione del bilancio di previsione 2026. A ribadire la legittimità dell’operato dell’ente sono stati il sindaco Marco Massari e i dirigenti di piazza Prampolini, nella commissione Controllo e garanzia, presieduta da Alessandro Aragona (Fdi), che si è riunita oggi pomeriggio.

Per prima cosa, il segretario del Comune Salvatore Marengo ha ricostruito le tempistiche relative al documento di 120 pagine inviato dalla magistratura contabile e in cui sono stati sollevati rilievi su alcune società partecipate, in particolare Stu Reggiane, che gestisce importanti volumi di risorse pubbliche. A far scoppiare le polemiche era stato il fatto che l’amministrazione aveva omesso di trasmetterla ai consiglieri e di pubblicarla (come previsto dalla stessa delibera della Corte dei conti) sul proprio sito istituzionale).

Privando così i consiglieri – a detta delle minoranze – di informazioni cruciali per un voto consapevole sul bilancio. Marengo ha chiarito che la relazione della Corte dei conti è stata inviata al Comune via Pec il 30 dicembre e smistata alle tre cosiddette “scrivanie” competenti: quella generale, quella del sindaco e quella della dirigente alle società partecipate Lorenza Benedetti. Il documento è stato poi pubblicato il 16 gennaio sul sito del Comune e inoltrato ai consiglieri il 19 gennaio, giorno in cui si discuteva il bilancio.

Questo perchè, spiega il segretario del Comune, “dal 30 dicembre al 9 gennaio si sono svolte le vacanze di Natale. Dal 9 al 16 la segreteria generale ha invece valutato a chi inviare la relazione”. Marengo conferma però che non c’è stata alcuna irregolarità nella tempistica perché “come previsto dal Piao (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) 2024-2026 del nostro Comune, avremmo avuto a disposizione 12 giorni, ma delibera in questione è stata inoltrata in 10”.

Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha incalzato la Giunta e, dopo aver ricordato di aver lui stesso segnalato la delibera della Corte dei conti (presentando anche due interrogazioni), ha posto due domande. In particolare l’esponente di Fdi ha chiesto se “davvero non si potesse rinviare di una settimana l’approvazione del bilancio e organizzare una commissione in cui venisse spiegata anche ai consiglieri il contenuto della relazione” e poi perchè “nelle due commissioni avute sul bilancio non è stata fatta menzione di questo atto”.

Nella risposta la dirigente Lorenza Benedetti ha premesso che, con riferimento ad un parere che ha prodotto, “mi era stato chiesto di spiegare gli impatti dello slittamento del bilancio in generale”. E nello specifico, “le regole contabili dicono che quando non si approva il bilancio nei tempi stabiliti non si possono fare impegni di spesa sugli investimenti, non si può neanche comprare un banale toner. Inoltre per quanto riguarda le spese correnti, si deve attivare la gestione in 12esimi, cioè se devo fare una spesa posso spendere solo il 12esimo della cifra”.

Benedetti ha poi fatto notare che nell’unica commissione utile prima del bilancio, “i capigruppo avevano deciso di discutere gli emendamenti al bilancio e a questo ordine dei lavori ci siamo attenuti, perché una relazione di 120 pagine avrebbe richiesto un’altra commissione ad hoc”. La dirigente sottolinea infine che i rilievi sollevati “sono relativi alla ricognizione delle società partecipate fatta nel 2023 e alcune indicazioni richiedono peraltro decisioni da parte dei soci all’unanimità, come nel caso delle società Aeroporto e Agac Infrastrutture”.

Paglialonga ha obiettato che “le conseguenze illustrate dalla dirigente sono state additate come ‘rischi’ a cui le opposizioni avrebbero esposto l’ente in caso di rinvio di una settimana dell’approvazione del bilancio. A riprova che quella di votarlo è stata una decisione politica”. Chiude il sindaco Massari: “La valutazione che è stata fatta è che questa delibera non avrebbe impattato sul bilancio. Ma non c’è nessuna volontà mia o dell’amministrazione di celare o nascondere atti. Non lo pensiamo neanche lontanamente”.