Politica
|Rifiuti, petizione per mozione popolare: tariffe scendano del 5%
Coalizione civica-Ripuliamoci pressano per gara: “Proroghe per 15 anni, ora basta”
REGGIO EMILIA – Le freschissime rassicurazioni della giunta sull’avvio della gara europea per l’affidamento del servizio rifiuti nel Comune – attesa dal 2011 e annunciata per la fine di settembre – non convincono Coalizione civica Reggio Emilia e l’associazione “Ripuliamoci”. Che, viste le premesse (un ordine del giorno sull’argomento cassato in Consiglio comunale dalla maggioranza non più tardi del 2 febbraio), piazzano un nuovo pungolo per ricordare l’impegno all’amministrazione. Lo fanno con una mozione popolare per cui, già da sabato, inizierà la raccolta firme al banchetto del mercato di Piazza Fontanesi.
L’obiettivo agognato è, tramite la procedura ad evidenza pubblica europea, abbassare di almeno il 5% (l’assessore Davide Prandi ha parlato del 10%) le tariffe dei rifiuti dei reggiani, che risultano oggi le più alte in regione. Come spiegato in mattinata dai consiglieri Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli e dal portatove di “Ripuliamoci” Stefano Ferrari, sono in particolare quattro le richieste che saranno avanzate tramite la mozione popolare: gara indetta entro il 2026 dopo 15 anni di proroga dell’affidamento del servizio ad Iren, più trasparenza su costi e bollette, modifica della tariffa puntuale perché davvero chi è più virtuoso spenda meno e ritorno alla gestione comunale dei contenziosi sulla Tari, che dal 2022 sono stati esternalizzati ad Iren.
“La fedeltà al rapporto con l’attuale gestore – commenta Aguzzoli – mi ricorda un paziente affezionato al suo vecchio medico che non abbandona nonostante la malattia peggiori. Penso che sia ora di cambiare terapia e mi fa piacere il mutamento di intenti dell’amministrazione, che indica che vogliamo tutti la stessa cosa”. Da 15 anni “vediamo il film di Reggio che vince ogni anno il premio per la gestione monopolistica dei rifiuti.
Ora vorremmo vedere il film di una città finalmente pulita, con una gara pulita”. Il portavoce di “Ripuliamoci” Stefano Ferrari, che con altri volontari rimuove rifiuti dalle aree della città, sottolinea: “La raccolta firme è un momento di grande democrazia.
Spero che i cittadini capiscano che così possono dire la loro”.
Per Ferrari inoltre “il sistema di raccolta porta a porta oggi in vigore va ripensato completamente, perché le criticità restano (nonostante il milione speso ogni anno per la raccolta) mentre chi fa differenzia lo fa a prescindere”. De Lucia sottolinea infine che “i costi del servizio rifiuti sono passati dagli 80 milioni del 2019 a 103 del 2024, con un aumento del 28%. Tramite la gara si risparmierebbero circa cinque milioni da destinare ai servizi ambientali e a calmierare le tariffe, invece si favorisce Iren per i dividendi – 13 milioni circa – che eroga al Comune”.
Per il civico dunque “la credibilità dell’amministrazione sulla partita della gara, per come è stata gestita finora, è pari ad una moneta di tre euro”. Per parlare di Iren e del suo debito (quattro miliardi), ma più in generale di politiche dei rifiuti e sostenibilità saranno poi organizzati una serie di eventi. Il primo è previsto il 23 febbraio al circolo “Camotes Tot” con relatori, alle 20.30, Marco Cervino, Francesco Fantuzzi e Stefano Ferrari.

