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Pestaggio in carcere, processo bis contro 5 agenti

Al via oggi in tribunale: associazione Antigone sarà parte civile

REGGIO EMILIA – In Tribunale a Reggio Emilia è iniziato oggi il processo bis nei confronti di cinque agenti penitenziari per tortura e lesioni a danno di un detenuto nel carcere cittadino, mentre si attende il processo di appello ai loro colleghi già processati in primo grado. I fatti, che risalgono all’aprile 2023, riguardano il pestaggio di un detenuto incappucciato con una federa, percosso e calpestato e poi lasciato seminudo e sanguinante in una cella, da cui era stato liberato (dopo 45 minuti) solo per medicargli le ferite ai polsi che lui stesso si era inferto. Scene tutte riprese dalle telecamere interne del penitenziario reggiano.

In aula era presente anche Giulia Fabini, presidente di Antigone Emilia-Romagna che si costituirà parte civile “per contribuire all’accertamento dei fatti”. Quello di Reggio Emilia “è un carcere complesso, caratterizzato da un’alta presenza di detenuti definitivi, suddivisi in numerosi circuiti penitenziari e seguiti da un numero insufficiente di funzionari giuridico-pedagogici”, spiega Fabini.

“Durante la nostra ultima visita, nell’ottobre scorso, erano cinque per 317 detenuti. È fondamentale che ogni episodio di violenza che si verifica all’interno degli istituti emerga, perché solo una società civile informata può porre domande e pretendere cambiamenti”. L’attività di Antigone, conclude la presidente dell’associazione per i diritti dei detenuti, “mira a rendere quanto più trasparenti possibile le mura delle carceri: essere qui oggi ha per noi questo stesso obiettivo”. Patrizio Gonnella presidente di Antigone aggiunge: “Vorremmo sempre che il Governo fosse con noi nel processo nel nome della dignità delle istituzioni e della legalità costituzionale”.