E’ la richiesta di pena formulata dal pm Beatrice RonchiPer l’accusa tentò di riavere i beni che gli erano stati confiscati
REGGIO EMILIA – Dopo la condanna a 12 anni nel processo Aemilia, Antonio Gualtieri rischia altri 13 anni di reclusione. E’ questa la richiesta di pena formulata dai pm Beatrice Ronchi della Direzione distrettuale antimafia di Bologna e Stefano Finocchiaro della procura di Reggio, al termine dell’udienza preliminare del nuovo processo con rito abbreviato che si sta svolgendo a Bologna a carico dell’uomo di di fiducia del boss della ‘ndrangheta emiliana Nicolino Grande Aracri.
A Gualtieri vengono in particolare contestate le ipotesi di reato di turbativa d’asta ed estorsione aggravate dal metodo mafioso, per aver tentato di rientrare in possesso di beni immobili che gli erano stati confiscati. Emblematico a questo proposito l’episodio risalente al 2020 quando, mentre scontava agli arresti domiciliari (per motivi di salute) la condanna a di Aemilia, la sua villa di pregio con piscina in via Strozzi a Reggio Emilia era finita all’asta.
L’aggiudicazione era andata a un offerente esterno alla famiglia, ma secondo la ricostruzione della Dda il boss avrebbe usato minacce e mezzi fraudolenti per indurre l’acquirente a rinunciare, facendogli perdere anche la caparra di oltre 12.300 euro.

