In Regione firmata intesa fra azienda e sindacati: saranno ricollocati 84 lavoratori in altri stabilimenti del gruppo Cremonini. Prorogata per sei mesi la cassaintegrazione
REGGIO EMILIA – Ricollocazione di circa la metà del personale in esubero (84 lavoratori) presso altri stabilimenti del Gruppo Cremonini e riconoscimenti economici ai restanti operai – sui 164 totali – che sceglieranno il reimpiego in altre realtà imprenditoriali esterne. Il tutto, però, nelle more della proroga della cassa integrazione per sei mesi, fino al prossimo agosto, attesa da parte del ministero del Lavoro.
Sono i principali elementi dell’accordo siglato stamattina in Regione tra Inalca e i sindacati confederali e di categoria di Cgil, Cisl e Uil. L’intesa segna un nuovo sviluppo nella vicenda dello stabilimento di Reggio Emilia bruciato a febbraio 2025 – che Inalca ha deciso di non riaprire in città – e sui suoi lavoratori a richio di un licenziamento collettivo.
“Siamo soddisfatti di un accordo che tutela le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento”, commenta l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia. “Oggi sappiamo che tutto il personale ha ottenuto soluzioni diverse e concrete per la gestione della difficile situazione che si era creata. Ora siamo in attesa della chiamata da parte del ministero per la conferma della proroga di sei mesi della Cassa integrazione straordinaria, che permetterà all’azienda e ai sindacati di completare il percorso uscita dalla crisi”, conclude Paglia.
InIn accordo tra le parti, i contenuti dell’intesa saranno tuttavia resi noti pubblicamente solo dopo la loro valutazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori nell’assemblea già convocata dai sindacati a Reggio nella serata di lunedì 9 febbraio.

