I lavoratori: “In quell’incontro dovevamo parlare di altro: di ferie e di premio di risultato 2025”
REGGIO EMILIA – “Pensavamo di dover discutere di tutt’altro, come delle ferie, dei buoni pasto e del premio di produzione del 2025. Invece ci hanno comunicato la chiusura della fabbrica dove abbiamo lavorato per una vita”. A dirlo sono alcuni dei 54 operai della Icr (Industria chimica reggiana) di Reggio Emilia che rischiano di perdere il lavoro dopo la decisione della proprietà americana di chiudere lo stabilimento di Mancasale.
A parlare sono nello specifico Fabio Marciano (in azienda da 18 anni), Daniele Fusco (da 23 anni) e Paola Campani (30 anni) insieme ai delegati Filctem Daniele Zini e Rosa Ciampa. “Anche nei periodi di calo produttivo – aggiungono – quando avevamo suggerito di usare gli ammortizzatori sociali ci dicevano che non era necessario. Per questo quanto ci hanno detto venerdì è stata davvero una doccia fredda”, aggiungono gli operai.
Che specificano “a gennaio si era accesa una spia di allarme perché vedevamo il trasferimento di alcune materie prime nel sito di Lodi. Avevamo quindi chiesto un incontro all’azienda che è stato più volte rimandato, fino a giorni scorsi, quando è stata annunciata la chiusura con motivazioni che non stanno in piedi”.

