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Espulsione fallita, Nasciuti: “Amareggiato, vogliamo risposte dal ministero”

Il sindaco interviene sul ritorno in città di un uomo già destinatario di daspo urbano e accompagnato in un Centro di rimpatrio: “Situazione inaccettabile, si chiarisca cosa non ha funzionato”

SCANDIANO (Reggio Emilia) – “Sono amareggiato, deluso e arrabbiato”. Non usa mezzi termini il sindaco di Scandiano, Matteo Nasciuti, dopo aver appreso che un uomo già accompagnato in un Centro di permanenza per il rimpatrio in vista dell’espulsione è tornato a farsi vedere in città.

Solo venti giorni fa le forze dell’ordine avevano comunicato l’avvenuto trasferimento del soggetto, noto in città per una lunga serie di comportamenti molesti nei confronti di cittadini ed esercenti. Una situazione che aveva spinto il primo cittadino ad adottare, per la prima volta a Scandiano, un provvedimento di “daspo urbano”.

“Oggi ho saputo che quella stessa persona è tornata in città, nonostante le rassicurazioni rispetto alla sua sicura espulsione dal territorio italiano – afferma Nasciuti –. Non sappiamo cosa sia andato storto, sarà responsabilità delle forze dell’ordine chiarirlo”.

Il sindaco sottolinea come il caso presenti elementi di particolare gravità. “Nemmeno davanti a una lista motivata e certificata di molestie, crimini, comportamenti degradanti e disturbi della quiete pubblica si è riusciti ad arginare questa situazione. Il famoso ‘Giorno della marmotta’ è passato da una settimana, ma sembra tristemente attuale”.

Nasciuti richiama anche i limiti istituzionali del ruolo che ricopre: “I poteri di un sindaco e di un Comune rispetto all’ordine pubblico sono limitati, ed è giusto che sia così nel quadro dell’equilibrio tra i soggetti istituzionali. Ma in questo caso vorremmo conoscere dal Ministero dell’Interno tutti i dettagli di questo processo di espulsione fallito, perché credo sia un caso su cui dover riflettere”.

Nel frattempo, il primo cittadino auspica che vengano adottate misure di controllo: “Spero vivamente che il soggetto sia monitorato e che siano prese precauzioni perché non si riverifichino gli stessi episodi che ci avevano tenuti in apprensione per settimane”.