Diga sull'Enza
|Diga sull’Enza, conclusa la fase di dibattito pubblico
La sottosegretaria in Regione, Manuela Rontini: “Opera che rimane strategica per il territorio”
REGGIO EMILIA – Il responsabile Andrea Pillon ha pubblicato oggi la relazione conclusiva del percorso di dibattito pubblico svolto tra il 2 dicembre del 2025 e il 29 gennaio scorso sul nuovo invaso montano in Val d’Enza che dovrebbe soddisfare i fabbisogni idrici e la sicurezza idraulica per i comuni delle province di Reggio Emilia e Parma.
Al documento (di 38 pagine) sono state presentate 46 osservazioni che, nel complesso, convergono per la maggior parte sulla necessità di realizzare la diga, vista dalle aree montane come opportunità di sviluppo economico, turistico e infrastrutturale, anche se accompagnata dalla richiesta di adeguate misure compensative. Il comprensorio di pianura, invece, la considera soprattutto una risposta strutturale alla siccità e al rischio idraulico.
Alcuni Eti e Odini professionali, invitano a valutare con attenzione i possibili rischi tecnici e territoriali dell’invaso, chiedendo approfondimenti su sicurezza idrogeologica, sostenibilità, impatti sugli ecosistemi e modalità di gestione futura. Le associazioni ambientaliste suggeriscono invece di valorizzare le opere sinergiche, come alternativa al grande invaso. Ai sei incontri del percorso pubblico hanno partecipato 321 rappresentanti di 80 enti e organizzazioni.
“Con la pubblicazione della relazione conclusiva si chiude un percorso di confronto ampio, trasparente e partecipato, che ha consentito di raccogliere contributi qualificati da parte delle istituzioni, dei portatori di interesse e dei cittadini”, commenta Pillon. “Il lavoro svolto restituisce un quadro articolato delle esigenze del territorio e delle diverse posizioni emerse, offrendo agli enti decisori una base conoscitiva solida per le successive fasi di valutazione e progettazione”.
Il Commissario straordinario, Stefano Orlandini, e i Consorzi di Bonifica dell’Emilia Centrale e Parmense, esprimono “apprezzamento” per il dibattito pubblico ricordando però che le successive fasi di progettazione e valutazione tecnica “saranno condotte nelle sedi istituzionali competenti”. Intanto, dopo le polemiche suscitate dal consigliere regionale di Avs Paolo Burani, che ha deinito la diga “un errore” strategico, la sottosegretaria della Regione Manuela Rontini ha chiarito oggi la posizione dell’ente di viale Aldo Moro.
Incalzata nel question time da Alessandro Aragona (Fdi), Rontini ha premesso che “la Regione si esprime per atti e non per dichiarazioni, comunque legittime, che esprimono le diverse sensibilità presenti in assemblea”. Nel merito della questione ha quindi proseguito: “La Regione ha più volte rappresentato al competente ministero la necessità di risolvere le criticità idriche della Val d’Enza. Abbiamo concesso un contributo per 300.000 euro per la redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali, che ha avuto un costo complessivo di 500.000 euro”.
Un “altro contributo, di 40.000 euro, è stato poi concesso al consorzio di bonifica dell’Emilia centrale il quale ha conferito incarico a una società specializzata per lo svolgimento del dibattito pubblico”, ha aggiunto la sottosegretaria. Rontini ha infine ricordato che, la Regione ha candidato il progetto dell’invaso di Vetto al piano nazionale di interventi infrastrutturali, per un importo complessivo di oltre 520 milioni di euro “a dimostrazione dell’attenzione che viene data all’opera che rimane strategica per il territorio”. Nel frattempo una nuova seduta della commissione Terrritorio, presieduta da Burani, è già stata calendarizzata per l’audizione di Orlandini.

