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Centro storico, in via Emilia 270 negozi sfitti

Fdi: “Il Comune indovina la diagnosi, ma sbaglia la terapia”. Tarquini e Migale: “L’hub urbano è un accordo con oltre 200 soggetti per distribuire risorse a pioggia su 50 micro-progetti frammentati”

REGGIO EMILIA – Su 424 spazi commerciali sfitti presenti nel centro storico di Reggio Emilia, circa 270 sono ubicati sulla via Emilia (da San Pietro a Santo Stefano). E’ uno dei dati emersi dall’ultima seduta del consiglio comunale, in cui si è discusso un documento sulla crisi del “l’esagono”. A presentarlo sono stati i consiglieri civici Giovanni Tarquini e Carmine Migale ma, dopo le recenti assemblee organizzate dal Comune con i cittadini (nell’ambito delle Giunte itineranti) e con i sottoscrittori del patto per l’hub urbano, anche Fratelli d’Italia va all’attacco.

Per il capogruppo Cristian Paglialonga, infatti, “non si tratta di una crisi passeggera, ma di desertificazione urbana. È il segnale che il cuore economico e sociale della città si sta spegnendo. E non per fatalità, ma per scelte politiche precise”. Per Paglialonga l’amministrazione guidata dal medico Marco Massari, indovina la diagnosi, ma sbaglia la cura. “Perché alle cause economiche e urbanistiche non si risponde con marketing, eventi e coordinamento”. Infatti, sottolinea il consigliere, “un centro storico non muore perché non viene raccontato bene. Muore quando smette di funzionare economicamente. Gli eventi sono la ciliegina, non la torta”.

Paglialonga punta infine il dito contro quella che definisce “una linea amministrativa che si ripete nel tempo” spiegando: “Funzioni tolte, servizi spostati, residenti in calo, attività che chiudono, locali sfitti che aumentano. Questo è declino amministrato”.
Il rischio è che si consolidi “un modello che non risolve i problemi ma si abitua a gestirli. Un modello in cui il disagio diventa materia di programmazione, il degrado diventa argomento politico e l’emergenza diventa sistema”. E “quando un problema così evidente non viene affrontato per anni, non siamo più davanti a una svista amministrativa. Siamo davanti a una responsabilità politica chiara. E questa responsabilità oggi ha un nome e un cognome”, conclude Paglialonga.

Sulla stessa linea i consiglieri Giovanni Tarquini e Carmine Migale, secondo cui “il centro storico paga vent’anni di scelte sbagliate. Non lo si rigenera con eventi sporadici o iniziative estemporanee, ma con un cambio di approccio radicale, a partire dal tema della sicurezza – finora ignorato o addirittura demandato al governo centrale – e da una riflessione seria sull’accessibilità per conciliare vivibilità, mobilità e attrattività commerciale”.

In questo quadro, aggiungono i civici, “si inserisce anche la proposta dell’hub urbano, presentata come grande innovazione ma che, nei fatti, si traduce in un accordo con oltre 200 soggetti per distribuire risorse a pioggia su 50 micro-progetti frammentati”. Insomma, “un’operazione priva di una visione strategica, che non prevede nessun intervento strutturale, nessun piano per riportare servizi essenziali in centro. Anzi, l’amministrazione ha persino deciso di esternalizzare il centro per l’impiego”. Ma la città “ha bisogno di azioni concrete, non slogan”, chiudono gli esponenti dell’opposizione.