In manette un 26enne italiano residente a Casalgrande e due nordafricani di 26 e 27 anni domiciliati a Scandiano
CASALGRANDE (Reggio Emilia) – Tre arresti e oltre sei chili di droga sequestrati. E’ il bilancio dell’operazione dei carabinieri di Casalgrande e Castellarano che ha portato a individuare un’importante piazza di spaccio attiva tra le province di Reggio Emilia e Modena.
L’indagine è iniziata ai primi di gennaio partendo da un’attenta attività di osservazione su una sospetta rete di spaccio di cocaina che operava stabilmente nel comprensorio ceramico, tra il comune di Casalgrande e la vicina provincia modenese. Sotto la lente degli investigatori sono finiti tre giovani, un 26enne italiano residente a Casalgrande e due nordafricani di 26 e 27 anni domiciliati a Scandiano, sospettati di gestire un rilevante traffico di stupefacenti. Da quel momento, per settimane, gli uomini dell’Arma hanno monitorato ogni loro movimento.
Ogni spostamento, ogni incontro e ogni singola cessione di droga è stato documentato, passo dopo passo, dai carabinieri reggiani. Questo controllo costante del territorio ha permesso di ricostruire con precisione le abitudini dei tre. I presunti gestori, in più circostanze, durante i controlli dei carabinieri nelle arterie stradali del comprensorio ceramico, sono stati costretti a fuggire abbandonando ingenti quantitativi di stupefacenti. Durante queste attività i militari hanno intercettato auto cariche di droga, prevalentemente hascisc, ma anche cocaina, per oltre 6 chili di stupefacente. Droga abbandonata durante i controlli dai diretti interessati datisi sempre alla fuga.
Una volta raccolte le prove, durante gli arresti ritardati, i carabinieri tra le province di Modena e Reggio Emila, supportati nel capoluogo modenese dai colleghi di quel nucleo investigativo, hanno rinvenuto e sequestrato un etto tra hascisc e chetamina. Un colpo durissimo al mercato locale, che ha sottratto alla disponibilità del gruppo un carico dal valore economico rilevante.
Uno dei due immigrati colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare, fra l’altro, il 26enne marocchino, era già in carcere perché era stato fermato qualche giorno fa a Casalgrande con 30 chili di droga . In carcere, dove si trovava, è stato raggiunto dal provvedimento di arresto ritardato. L’altro connazionale finito in manette, con l’arresto ritardato, era l’uomo fuggito dall’auto che trasportava i 30 chili.

