Cultura
|Casa Cervi chiama gli studenti per l’80esimo della Costituzione
Il primo appuntamento sarà il 25 marzo nella Sala del Tricolore con l’incontro ‘1946: la prima cosa bella’, alla presenza di ragazze e ragazzi delle superiori
REGGIO EMILIA – Musica, incontri e laboratori didattici. Un lungo percorso per gli 80 anni della Costituzione italiana. Non per celebrarla, ma per renderla il più possibile “presente”. Lasciando ai più giovani il compito di spiegare, per loro, cosa significa la Carta oggi nella vita di tutti i giorni. E’ questo il succo del progetto, intitolato ‘Il presente della Costituzione. I giovani, gli studenti e le agenzie educative di fronte all’80esimo’, pensato da Casa Cervi per la ricorrenza che unisce la nascita della Repubblica, l’elezione dell’Assemblea costituente e il voto alle donne.
Il programma è stato presentato oggi a Bologna dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e dal presidente dell’Istituto Cervi, Vasco Errani, insieme all’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, al consigliere regionale Paolo Trande, al sindaco e al presidente della Provincia di Reggio Emilia, Marco Massari e Giorgio Zanni. Il primo appuntamento sarà il 25 marzo nella Sala del Tricolore, a Reggio Emilia, con l’incontro ‘1946: la prima cosa bella’, alla presenza di ragazze e ragazzi delle superiori.
Il 2 giugno, Festa della Repubblica, Casa Cervi ospiterà l’evento ‘La Repubblica dai Campirossi’, tra letteratura, testimonianze e musica. Il 25 giugno, al Teatro Asioli di Correggio, nel giorno della prima convocazione dell’Assemblea Costituente, è previsto l’incontro ‘Un lavoro per il futuro’ dedicato alla discussione coi più giovani sull’articolo 1 della Costituzione. Il 25 settembre, infine, al Teatro Valli di Reggio Emilia il dialogo pubblico dedicato all’articolo 11 della Costituzione, ‘L’Italia ripudia la guerra’, con il cardinale Matteo Zuppi, la storica Anna Foa e Pierluigi Bersani. Le iniziative in programma sono in collaborazione con Anpi, Alpi-Apc, Anpc e Istoreco.
Il cuore del progetto è però il percorso ‘Artigiani della memoria’, che si sviluppa nel triennio 2026-2028 con studentesse e studenti delle scuole superiori in un lavoro di analisi e interpretazione di alcuni articoli della Carta costituzionale come l’1, il 3, il 5, l’11 e il 32. Gli esiti di questi laboratori prenderanno poi la forma di mostre, elaborati grafici, installazioni e momenti pubblici. A Casa Cervi ad esempio è in programma un’esposizione tra l’1 maggio e il 2 giugno. Altre opere saranno selezionate invece per le sedi istituzionali, inoltre saranno riprodotti negli spazi urbani alcuni ‘manifesti’ ispirati al clima del 1946. Sarà infine avviato un concorso illustrato per grandi disegnatori italiani per realizzare un’installazione permanente sull’educazione costituzionale negli spazi esterni dell’Istituto Cervi.
“Viviamo in un momento cruciale – commenta de Pascale – ogni giorno vengono meno tanti testimoni diretti. Quindi è un dovere e una responsabilità grande delle istituzioni trovare un nuovo modo di fare memoria. Il rischio che lezioni del ‘900 non ci aiutino nei prossimi anni è più che fondato. Vogliamo serrare le fila di tutte le istituzioni che in Emilia-Romagna lavorano sulla memoria e coi giovani”.
Anche per Errani “siamo in una fase difficile. Il programma non ha l’ambizione di celebrare, ma di capire oggi cosa significano la Costituzione, la Repubblica e quali sono i problemi. La storia non si riscrive e non può essere rimaneggiata. La memoria non è solo qualcosa da coltivare, ma uno strumento essenziale per costruire il futuro. Per questo il programma è pensato per i giovani. Ci interessa che ci dicano loro cosa pensano della Costituzione, come la immaginano nella loro vita di tutti i giorni, se quei valori li sentono confermati. O questi valori si rimotivano ogni giorno o vengono messi in discussione”.

