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Casa biancorossa, spiraglio di due mesi per trattare

Dopo la prima udienza il processo Stu-Pallacanestro reggiana è stato rinviato ad aprile

REGGIO EMILIA – Due mesi di tempo per trovare un accordo sulla nuova “casa biancorossa” della Pallacanestro Reggiana nell’area del Parco dell’Innovazione. E’ lo scenario che va delineandosi dopo la prima udienza, che si è svolta martedì, relativa al contenzioso sorto nell’estate del 2025 tra la società sportiva e Stu Reggiane, partecipata del Comune di Reggio Emilia che gestisce la riqualificazione dell’area ex Reggiane e del quartiere Santa Croce.

La cosiddetta “casa biancorossa” sarebbe dovuta sorgere nel capannone 15A dello storico complesso industriale e sarebbe costata circa 20 milioni. Il progetto aveva subito una prima battuta d’arresto quando la società di basket, denunciando un violazione dei termini contrattuali da parte della Stu, l’aveva in un crescendo di polemiche portata alla fine davanti al giudice. L’accusa era di non aver eseguito in tempo utile la bonifica dell’area, impedendo così alla proponente l’intervento urbanistico di intercettare finanziamenti pubblici necessari a realizzarlo effettivamente.

Stu Reggiane, per voce del suo legale rappresentante Luca Torri, si era difeso sostenendo che le bonifiche erano in ritardo a causa del cambio di normativa e della giunta comunale, sottolineando però anche che, del resto, la Pallacanestro Reggiana non aveva mai presentato il piano esecutivo. Sullo sfondo della causa legale – che resta in piedi – negli ultimi tempi ci sarebbe stato un riavvicinamento delle parti per provare a riannodare i fili del dialogo, magari su un progetto in “scala minore”. Se ne potrà discutere fino al 10 aprile data a cui il giudice, dopo aver valutato in via preliminare le varie posizioni, ha rinviato il processo.