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Caro energia, nuovo allarme di Confindustria
La presidente di Confindustria, Roberta Anceschi

La presidente Anceschi: “Per le aziende una condanna competitiva, ma il governo fa poco”

REGGIO EMILIA – Grido di allarme di Confindustria Reggio Emilia sul caro energia delle imprese. “Pagare molto di più rispetto ai concorrenti tedeschi o francesi non è un dettaglio tecnico: è una condanna competitiva. Per molte imprese emiliane, soprattutto nei settori della ceramica, della meccanica, dell’agroalimentare e della trasformazione industriale, significa vedere erosi margini già compressi, rinunciare a investimenti programmati, perdere commesse sui mercati internazionali”, evidenzia Roberta Anceschi, presidente degli industriali reggiani.

“Significa, in concreto, produrre qualità con costi che il mercato globale non riconosce”, aggiunge. L’associazione di via Toschi “raccoglie quotidianamente le preoccupazioni di imprenditori che non chiedono sovvenzioni, ma condizioni eque per competere”, continua Anceschi, denunciando che “da tempo il Governo annuncia un intervento strutturale sul caro energia. Tuttavia, i provvedimenti continuano a essere rinviati e le anticipazioni circolate finora lasciano intendere misure deboli, limitate nella portata e nella durata. Non possiamo nascondere il nostro disappunto”.

Per gli imprenditori “non servono interventi simbolici o temporanei: occorre una misura capace di ridurre stabilmente il gap competitivo con i principali Paesi europei. Senza un costo dell’energia sostenibile, la nostra manifattura rischia di perdere terreno in modo irreversibile”. Insomma, conclude Anceschi, “è il momento di scelte coraggiose. Non per favorire una categoria, ma per difendere la competitività dell’Italia industriale”.