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Brescello, dissequestrati i terreni del polo Dugara
L'area del polo Dugara

Il Tribunale accoglie il ricorso. Via i sigilli all’area finita al centro dell’inchiesta sulla presunta discarica abusiva. Restituiti anche telefoni e computer

BRESCELLO (Reggio Emilia) – Il Tribunale di Reggio Emilia ha disposto il dissequestro di tutti i terreni del polo Dugara, a Brescello, finiti sotto sigillo lo scorso 10 dicembre nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta discarica non autorizzata di scarti d’acciaio. L’area torna così nella piena disponibilità dei proprietari, insieme ai telefoni e ai computer precedentemente acquisiti dall’autorità giudiziaria.

Il provvedimento arriva in seguito all’accoglimento del ricorso presentato dagli avvocati Roberto Sutich e Lorenzo Zilletti, difensori dell’imprenditore Claudio Bacchi e della madre Franca Soncini, vertici della Dugara spa.

Secondo l’ipotesi investigativa, al centro dell’inchiesta vi sarebbe l’interramento di circa 900mila tonnellate di scarti d’acciaio nell’area del polo Dugara, materiale che, sempre secondo gli inquirenti, avrebbe provocato un inquinamento delle falde acquifere.

Bacchi e Soncini figurano tra i nove indagati per reati in materia ambientale e falso ideologico. Oltre ai due esponenti della società borettese, l’indagine coinvolge anche cinque tecnici dell’Arpae di Novellara e due professionisti incaricati dalla Dugara spa della redazione di specifici atti.