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Violenza sessuale, il Coordinamento donne Spi-Cgil contro la “proposta Bongiorno”: “Un passo indietro culturale e giuridico”

Critiche al testo adottato dalla Commissione Giustizia del Senato: “Rischia di colpevolizzare le vittime e scoraggiare le denunce”

REGGIO EMILIA – Il Coordinamento donne Spi-Cgil di Reggio Emilia esprime “una netta contrarietà all’impostazione del disegno di legge sull’assenza del dissenso nella violenza sessuale, noto come “proposta Bongiorno”, recentemente adottato come testo base dalla Commissione Giustizia del Senato”. Un provvedimento che ha già acceso un ampio dibattito pubblico e suscitato forti polemiche.

“La Commissione Giustizia del Senato ha votato per l’adozione del testo base proposto da Giulia Bongiorno, relatrice del provvedimento e senatrice della Lega”, ricordano le donne dello Spi-Cgil, sottolineando come la scelta avvenga “in un Paese segnato da una violenza maschile strutturale”.

Secondo il Coordinamento, ogni intervento normativo su un tema così delicato dovrebbe affermare senza ambiguità un principio essenziale. “La responsabilità della violenza è sempre di chi la commette”, ribadiscono. Al contrario, “qualsiasi formulazione che introduca ambiguità sull’assenso rischia di spostare l’attenzione sul comportamento della vittima”, alimentando “una cultura della colpevolizzazione delle donne e scoraggiando le denunce”.

Nel mirino finisce in particolare l’idea che il mancato dissenso possa essere interpretato come consenso. “Non è accettabile che alle donne venga ancora chiesto di dimostrare di aver detto NO nel modo giusto”, affermano con forza. “La violenza non nasce da un equivoco ma da un abuso di potere, da una volontà di dominio”.

Da qui l’appello diretto al Governo. “Chiediamo di ritirare o modificare radicalmente il provvedimento”, dichiarano, “aprendo un confronto reale con i centri antiviolenza e le organizzazioni delle donne”. Per il Coordinamento donne Spi-Cgil, la strada da seguire è un’altra: “Servono prevenzione, educazione alla relazione, servizi e tutele effettive dei diritti, non passi indietro culturali e giuridici”.

La conclusione è netta e senza margini di compromesso. “La libertà e la dignità delle donne non sono negoziabili”, ribadiscono le donne dello Spi-Cgil di Reggio Emilia, chiedendo che il tema della violenza sessuale venga affrontato con strumenti normativi chiari, efficaci e rispettosi delle vittime.