Cronaca
|Stu Reggiane sotto la lente della Corte dei Conti: “criticità irrisolte” e nodi finanziari
Osservazioni su governance, compensi, fatturato e rapporti economici tra la società e il Comune di Reggio Emilia
REGGIO EMILIA – La Corte dei Conti ha esaminato la situazione di Stu Reggiane S.p.A., società di trasformazione urbana controllata al 70 per cento dal Comune di Reggio Emilia e partecipata per il restante 30 per cento da Iren Smart Solutions, evidenziando una serie di criticità che, pur non mettendo in discussione la legittimità della partecipazione pubblica, si ripropongono in modo sostanzialmente invariato nel tempo.
La società, costituita nel 2015, opera come soggetto attuatore della riqualificazione dell’area ex Officine Reggiane e del Centro Intermodale, intervento ritenuto coerente con le funzioni istituzionali del Comune e riconducibile alle finalità ammesse dal Testo unico sulle società partecipate. Secondo la Corte, il vincolo di scopo risulta rispettato e l’attività svolta è strumentale alla valorizzazione del patrimonio pubblico e allo sviluppo urbano.
Restano però aperte alcune questioni già segnalate in precedenti deliberazioni. In particolare, “non risulta superata la sproporzione strutturale tra il numero degli amministratori e quello dei dipendenti: la società continua ad avere un consiglio di amministrazione composto da tre membri a fronte di un solo dipendente”. Una situazione che la magistratura contabile definisce “critica e che richiederebbe una motivazione puntuale, anche alla luce del fatto che STU Reggiane si avvale in parte di personale comunale, con il rischio di sovrapposizioni organizzative e possibili profili di diseconomicità”.
Un’ulteriore osservazione riguarda il mancato rispetto del parametro relativo al fatturato medio triennale, inferiore alla soglia di un milione di euro. La Corte prende atto del trend di crescita dei ricavi e delle spiegazioni fornite dal Comune, che richiama l’incidenza dei contributi pubblici legati ai programmi di riqualificazione, ma ribadisce “la necessità di una chiara e motivata ricostruzione delle voci di bilancio, secondo gli indirizzi del Ministero dell’Economia”.
Sul fronte economico-finanziario, la società non presenta perdite strutturali: negli ultimi cinque esercizi è stato registrato un risultato negativo solo nel 2021, mentre il bilancio 2023 si è chiuso in utile. Non risultano inoltre trasferimenti straordinari o accantonamenti per perdite a carico del Comune.
La Corte si sofferma anche sui rapporti finanziari tra l’ente e la società. Dal rendiconto 2023 emerge una situazione di crediti e debiti non perfettamente allineata: il Comune vanta crediti nei confronti di STU Reggiane per oltre 1,28 milioni di euro, a fronte di debiti dichiarati dalla società pari a circa 1,52 milioni. Dal bilancio comunale risultano inoltre debiti complessivi verso la società per circa 1,72 milioni di euro, in larga parte legati ai contributi del Bando Periferie, con alcune poste che necessitano di conciliazione e riallineamento contabile nelle annualità successive.
Particolare attenzione è riservata alla governance e ai compensi degli amministratori. Nel 2023 il consiglio di amministrazione, composto da tre membri, ha comportato un costo complessivo di 143 mila euro. Comune e società hanno motivato la scelta dell’organo collegiale con la natura di partenariato pubblico-privato della STU e con l’esigenza di garantire un’adeguata rappresentanza al socio di minoranza, come previsto dai patti parasociali con Iren Smart Solutions. Motivazioni che la Corte “considera rilevanti, ma non sufficienti a superare i vincoli normativi sul contenimento della spesa”.
In assenza del parametro storico del 2013, non applicabile a una società costituita nel 2015, la Corte ribadisce che resta comunque “l’obbligo di dimensionare i compensi secondo il criterio della stretta necessità, nel rispetto dei principi di economicità e sana gestione finanziaria”. Una criticità che, secondo la Sezione regionale di controllo, “permane nonostante le ripetute osservazioni già formulate negli anni precedenti”.
Sul piano dei controlli interni, STU Reggiane ha adempiuto agli obblighi di legge adottando la relazione sul governo societario e il programma di valutazione del rischio aziendale. Alla fine del 2023 il rischio di crisi viene considerato sostanzialmente escluso, anche grazie agli apporti garantiti dai soci pubblici e alla tenuta dell’equilibrio finanziario.
Nel complesso, la Corte dei Conti conferma il mantenimento della partecipazione pubblica, ritenuta giustificata dall’interesse pubblico degli interventi e dalla presenza di ingenti finanziamenti statali e regionali, ma “richiama ancora una volta il Comune alla necessità di affrontare e superare criticità organizzative, contabili e di spesa che si trascinano da tempo”.



