I cittadini: “La mappatura eternit dell’area è stata chiesta solo dopo sei mesi nell’agosto scorso”
REGGIO EMILIA – Il comitato “Amianto zero” di Reggio Emilia torna alla carica sulla vicenda del rogo dello stabilimento Inalca di via due Canali. Nel mirino degli ambientalisti finisce in particolare l’unità di progetto del Comune “Ambiente, Clima, Territorio, Salute (Reacts)” a cui viene contestato che, mentre “l’incendio è dell’11 febbraio 2025 la richiesta di una mappatura completa dell’amianto nell’area è stata avanzata solo ad agosto”. Secondo il comitato “un ritardo che pone interrogativi sulla tempestività degli strumenti messi in campo per gestire il rischio amianto e sulla tutela della salute pubblica”.
In dettaglio viene sottolineato che, nella richiesta inviata il 29 agosto 2025 dall’unità “Reacts” ai proprietari e ai gestori degli immobili di procedere alla mappatura completa delle coperture e dei manufatti contenenti amianto, sono richiamati accertamenti già effettuati nei mesi precedenti. E precisamente una relazione del 19 marzo inviata al Comune da Alfa Solutions che attesta la presenza di amianto e una di Arpae, con lo stesso oggetto, del 9 maggio.
“Nonostante ciò la mappatura completa viene richiesta solo nell’agosto 2025, sei mesi dopo l’incendio”, evidenzia il comitato, che parla di “un aspetto tutt’altro che marginale, perché riguarda l’efficacia delle politiche di prevenzione ambientale e la tutela della salute dei cittadini”. All’amministrazione comunale si domanda quindi se, prima dell’incendio, “disponesse già di una mappatura completa dell’aminto e quali attività di vigilanza preventiva fossero state svolte negli anni precedenti”.
Aspetti su cui il comitato auspica vengano forniti “chiarimenti pubblici e documentati, nell’interesse della trasparenza amministrativa e del diritto alla salute dei cittadini”.

