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Reggiana, quarta sconfitta consecutiva con il Venezia: 1-3

Troppo forti gli ospiti che piegano i granata con tre gol di Adorante, 34’ Yeboah e Svoboda. Inutile la rete di Girma

REGGIO EMILIA – Un minuto di raccoglimento ha aperto la diciannovesima giornata di “Serie BKT” tra Reggiana e Venezia, in memoria delle giovani vittime della tragedia di Crans-Montana, sei ragazzi italiani strappati alla vita troppo presto, il cui ricordo pesa come un silenzio greve sulle coscienze di tutti. Poi si passa al calcio: in una serata gelida di gennaio, il Venezia, tra le mura del “Città del Tricolore”, coglie il sesto successo consecutivo, mentre la Reggiana paga una debacle frutto di distrazione dinanzi a una corazzata. Giunge così il quarto ko consecutivo per gli emiliani, che chiudono la serata tra rimpianti e le dure lezioni che solo lo sport sa impartire (foto Bucaria).

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Primo tempo

Il Venezia prende possesso del tempo prima ancora che del pallone. Nei primi minuti la sfera viaggia docile, accarezzata con pazienza, come una gondola che conosce a memoria ogni curva del canale. La Reggiana osserva, arretra, stringe i ranghi: sa che contro quel fluire non si può correre, bisogna resistere. Ma il gioco, come l’esistenza, non concede tregua. Al ventunesimo Bozzolan vive l’istante in cui lucidità e smarrimento si sovrappongono: legge l’azione, intercetta, accelera, intravede il campo spalancarsi davanti a sè. Poi, all’improvviso, la scelta che tradisce l’intuizione, un passaggio orizzontale privo di destino. Doumbia accoglie il dono senza esitazioni e il contropiede prende forma come un presagio. Adorante riceve, supera un avversario, poi un altro, e con fredda precisione batte Motta sul primo palo. È un attimo, e la partita cambia volto (0 – 1). La Reggiana assorbe il colpo, ma non si spezza. Si rialza come fanno quelli che conoscono la fatica e non hanno paura di stringere i denti. Al trentaquattresimo, però, il destino torna a bussare: Quaranta, in area, arriva con un battito di ritardo e il pallone incontra il braccio. Il VAR richiama, l’arbitro osserva, poi indica il dischetto. Yeboah si presenta e sceglie la sentenza più spietata: conclusione centrale, Motta spiazzato. (0 – 2). Eppure, anche quando tutto sembra scritto, la partita trova sempre il modo di riaccendere una scintilla. Cinque minuti più tardi Reinhart disegna una traiettoria affilata su calcio di punizione; sul secondo palo emerge Girma, che colpisce di testa con la forza di chi rifiuta la resa (1 – 2). È il gol che riapre il confronto, se non nel punteggio, almeno nell’anima. Nel recupero esplode un nuovo frammento di caos: un contatto, un’incertezza, ancora il VAR a intervenire. È nuovamente rigore. Adorante contro Motta, lo stadio sospeso in un silenzio carico di attesa. Il tiro parte, ma Motta resta lì, fermo come chi ha deciso di crederci fino all’ultimo istante. Para. E in quel gesto c’è tutta la partita: l’errore, la caduta, la resistenza. La vita che, per una sera, trova il modo di restare in equilibrio. Prima che le squadre rientrino negli spogliatoi, a farne le spese è anche Domenico Fracchiolla: il direttore sportivo della Reggiana, travolto dalla foga per le decisioni del VAR, si lascia andare a proteste troppo veementi e viene allontanato dall’arbitro. È l’epilogo di un primo tempo vissuto sul filo dei nervi, oltre che del risultato.

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Secondo tempo

Il gioco riprende e Yeboah si accende d’estro: una pennellata a giro accarezza il palo, gelando il sangue nelle vene dei tifosi granata. Al cinquantasettesimo Svoboda abbandona i panni del difensore e, con la fisicità che lo contraddistingue, irrompe come un attaccante consumato: salta gli emiliani e trafigge l’estremo granata con una stoccata mancina, secca e implacabile (1 – 3). La partita offre poi altri momenti di tensione: l’espulsione di Schingtienne, ultimo baluardo nel trattenere Girma lanciato verso la porta veneta, e il colpo di testa di Rozzio, che avrebbe potuto almeno ridurre lo svantaggio. Ma neppure la superiorità numerica basta alla Reggiana per scardinare la difesa avversaria. Si chiude così una gara di cuore e ardore, dove l’impresa resta sospesa, tradita da ingenuità che, a questi livelli, non concedono clemenza.

Il tabellino

A.C. REGGIANA 1919 – VENEZIA F.C.: 1 – 3

Marcatori: 21’ Adorante (V); 34’ Yeboah, su calcio di rigore, (V); 39’ Girma (R); 57’ Svoboda (V).

A.C. REGGIANA 1919 (3-4-3): Motta; Papetti (dal 80’ Sampirisi), Rozzio, Quaranta; Libutti (dal 46’ Novakovich), Reinhart, Charlys (dal 80’ Belardinelli), Bozzolan (dal 73’ Tripaldelli); Rover (dal 85’ Contè), Girma, Portanova. A disposizione: Seculin, Enza, Lepri, Suarez, Mendicino, Vallarelli. Allenatore: Davide Dionigi.

VENEZIA F.C. (3-5-2): Stankovic; Schingtienne, Svoboda, Sverko; Hainaut, Kike Perez (dal 92’ Lella), Busio, Doumbia, Sagrado (dal 82’ Pietrelli); Yeboah (dal 92’ Casas), Adorante (dal 72’ Venturi). A disposizione: Grandi, Korac, Haps, Compagnon, Sidibè, Bohinen, Duncan, Fila. Allenatore: Giovanni Stroppa.

Arbitro: Niccolò Turrini sez. di Firenze (Assistenti: Dario Garzelli sez. di Livorno, Davide Santarossa sez. di Pordenone. IV Ufficiale: Andrea Migliorini sez. Di Verona. VAR: Damiano Volpi sez. di La Spezia. AVAR: Francesco Meraviglia sez. di Pistoia).

Note – Espulsi: Domenico Fracchiolla (direttore sportivo Reggiana, per lingua troppo lunga), Schingtienne. Ammoniti: Girma, Venturi. Angoli: 5 – 5. Recupero: 2’ pt. – 5’ st.