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Nuove antenne telefoniche: per il 2026 ci sono 11 richieste

Ma sono state indicate dal Comune solo 8 aree contro le 89 del 2025

REGGIO EMILIA – Sono 11 le richieste arrivate al Comune di Reggio Emilia, da sei i gestori di telefonia mobile, per installare nel 2026 altrettante nuove antenne antenne Srb (Stazioni Radio base). All’interno delle domande inoltrate, inoltre, gli operatori hanno indicato otto aree di indagine (contro le 89 dell’anno scorso) all’interno delle quali potranno poi presentare istanza di autorizzazione dei nuovi impianti in un “sito puntuale” entro un raggio di 150 metri. Nel 2025 sono stati 11 i siti puntuali oggetto di richiesta per nuovi insediamenti con procedimenti quasi tutti ancora in corso.

E’ quanto emerge “Programma annuale delle installazioni fisse per la telefonia mobile 2026”, uno strumento varato dall’amministrazione reggiana all’interno del regolamento comunale del 2023 “per l’installazione e l’esercizio degli impianti di telecomunicazione per telefonia mobile”. L’obiettivo è da un lato garantire trasparenza e informazione preventiva alla cittadinanza (prevenendo il proliferare di comitati ambientalisti) e dall’altro minimizzare l’esposizione all’inquinamento elettromagnetico della cittadinanza e ridurre i fattori di inquinamento visivo del paesaggio. A questo scopo il regolamento prevede, per esempio, di prediligere l’utilizzo di supporti già esistenti e vieta nuove installazioni con tipologie di supporto a traliccio.

Anche se la normativa in vigore non consente di stabilire (nemmeno a livello locale) distanze minime dai fabbricati, il regolamento prevede poi che tutti i gestori presentino preventivamente al Comune il proprio programma annuale delle installazioni fisse. Per Roberto Neulichedl, assessore comunale alla Tutela ambientale, il piano annuale è quindi “uno strumento fondamentale: non solo per una corretta e controllata pianificazione, ma anche per una piena condivisone di scelte che interessano la cittadinanza”.

Secondo l’assessore “il fatto di avere 8 sole nuove aree di ricerca rispetto al 2025 indica l’effettiva progressiva saturazione delle istanze avanzate e rappresenta un dato significativo dell’impatto complessivo che concretamente si registra”. Il programma e le relative aree richieste dai gestori sono da oggi pubblicati sul sito istituzionale del Comune e rimarranno nell’Albo pretorio on-line per 45 giorni per consentire, durante questo periodo, la presentazione di eventuali osservazioni da parte dei cittadini, come singoli o associati.

Una volta acquisiti i pareri di Arpae e Ausl sugli aspetti ambientali e sanitari, quelli degli uffici coinvolti e formulate le controeduzioni alle osservazioni presentate dai cittadini, il Programma 2026 sarà sottoposto alla discussione della Commissione consiliare. Solo al termine di questo percorso potrà essere approvato dalla Giunta e diventare allegato ufficiale al Regolamento fino al prossimo anno.