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Inalca, per i lavoratori arriva la proroga della cassa integrazione

Per altri sei mesi. Sono state confermate le misure di sostegno per chi ha deciso di lavorare in altri stabilimenti

REGGIO EMILIA – Si apre uno spiraglio per i 165 lavoratori dello stabilimento Inalca di Reggio Emilia bruciato un anno fa. A tutela degli operai, che rischiano di essere licenziati tra poche settimane, sarà infatti inviata al ministero del Lavoro una richiesta di proroga per altri sei mesi della cassa integrazione. E’ quanto emerge dalla riunione del tavolo di salvaguardia occupazionale convocato oggi in Regione dall’assessore al Lavoro Giovanni Paglia.

La richiesta di estendere l’ammortizzatore sociale (che scade il 10 febbraio) fino al 9 agosto prossimo, viene in particolare presentata ai sensi dell’articolo 1/172 della legge 199 del 2025, un decreto già utilizzato in altre occasioni in Emilia-Romagna, come nel caso de La Perla. Nell’accordo quadro sottoscritto da Inalca, sindacati, Federprima e Confindustria Emilia, vengono inoltre confermate le misure di sostegno (mezzi di trasporto e altri servizi relativi al cambio di sede lavorativa) per i lavoratori che, nei mesi scorsi, hanno accettato di lavorare in altri stabilimenti Inalca, principalmente a Piacenza e Castelnuovo Rangone (Modena).

“L’accordo rappresenta una tutela per 165 lavoratrici e lavoratori, per i quali è scongiurato il licenziamento”, commenta l’assessore Paglia. Che sottolinea come l’intesa “è frutto anche della disponibilità al confronto tra proprietà e sindacati”. Come Regione “assicuriamo la massima disponibilità ad affiancare le parti nella ricerca di una soluzione positiva”, conclude Paglia.

In caso la proroga venga accordata, hanno annunciato nei giorni scorsi Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, si userà il tempo guadagnato per costruire soluzioni di ricollocamento degli addetti in altre realtà del Gruppo Cremonini e per definire misure di “outplacement” (formazione e incentivi economici) per chi opterà pe un nuovo posto di lavoro.