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Farmacie comunali e Teva, la mozione arriva in Consiglio dopo cinque mesi

De Lucia e Aguzzoli: “Sospendere i rapporti fino a quando il governo di Israele non cesserà le gravi violazioni dei diritti umani”

REGGIO EMILIA – Dopo cinque mesi dal deposito, Coalizione Civica porta finalmente in discussione, domani in consiglio comunale, una mozione presentata a settembre, mentre il genocidio a Gaza era già in corso, per chiedere la sospensione dei rapporti commerciali tra le Farmacie comunali riunite (Fcr) e il gruppo Teva fino a quando il governo di Israele non cesserà le gravi violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione palestinese.

La proposta si richiama esplicitamente allo statuto del Comune di Reggio Emilia, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti e promuove la cultura della pace, e si colloca nel solco dell’impegno storico della città, rafforzato anche dal gemellaggio con Beit Jala, che richiama l’istituzione a scelte coerenti e non solo dichiarative.

“Questa mozione – dice Dario De Lucia – chiede un atto di responsabilità etica da parte di un ente pubblico. Se una società interamente controllata dal Comune opera sul mercato del farmaco, non può far finta che il contesto internazionale non esista: interrompere i rapporti con Teva significa affermare che i diritti umani vengono prima dei profitti e che Reggio Emilia vuole tenere insieme valori e scelte amministrative”.

Nel testo si chiarisce che la richiesta riguarda il gruppo societario nel suo complesso: anche laddove i rapporti commerciali passino attraverso società con sede in Italia, il legame con la casa madre e con il gruppo multinazionale rende evidente la dimensione e la responsabilità della filiera economica. Un punto che serve anche a prevenire obiezioni formali e a riportare la discussione sul merito politico e istituzionale della scelta.

“Non è accettabile – aggiunge Fabrizio Aguzzoli – che si riduca tutto a una questione tecnica o a un rimpallo societario. Qui si parla di scelte pubbliche e di coerenza: la sospensione è un segnale concreto, non violento, che molte realtà civiche e internazionali indicano come strada per non essere complici. E va detto con chiarezza: non riguarda solo Gaza, ma un sistema di violazioni che include l’occupazione della Cisgiordania e pratiche che la comunità internazionale continua a denunciare”.

La mozione impegna sindaco e giunta a disporre, per quanto di competenza, la sospensione di fornitura, distribuzione e vendita dei prodotti Tea e delle controllate, e a garantire continuità terapeutica e accesso ai farmaci attraverso fornitori alternativi, senza aggravio di costi per l’utenza. Prevede inoltre l’invio del testo a Regione Emilia-Romagna, Anci e governo e la promozione di iniziative pubbliche di informazione e sensibilizzazione sui temi della pace e dei diritti.