Gazza e Medici: “In Emilia-Romagna la Regione sopperisce al governo”
REGGIO EMILIA – “Le scelte del governo finiscono per scaricare su Regioni e Comuni l’onere di garantire servizi essenziali di assistenza e cura, obbligandoli a mettere in campo risorse proprie che, soprattutto per gli enti locali, sono sempre più scarse”.
Lo denuncia il Partito democratico di Reggio Emilia segnalando che “gli oltre sette milioni di caregiver italiani dovranno accontentarsi di uno stanziamento di 257 milioni di euro per il 2026-2028, di cui potranno beneficiare solo a partire dal 2027, cifra del tutto inadeguata per affrontare le tante sfide e criticità che il lavoro di cura comporta quotidianamente e che si fonda quasi unicamente sull’impegno femminile”.
Per questo, “di fronte all’assenza di una strategia chiara e di lungo periodo da parte del Governo, la Regione Emilia-Romagna già nel 2025 ha aumentato di 84 milioni di euro il Fondo regionale per la non autosufficienza, a cui si aggiungeranno 25 milioni nel 2026 e altrettanti nel 2027 portando il fondo a 620 milioni di euro”, evidenziano Alessandra Medici, membro della segreteria provinciale Pd con delega al welfare e Massimo Gazza, segretario provinciale.
“Non solo – proseguono – a queste risorse si aggiungono 3 milioni del Fondo Regionale Caregiver che per la prima volta viene alimentato con un finanziamento ad hoc”. Insomma, “è paradossale la sproporzione tra le risorse dedicate a livello nazionale e quelle messe in campo dalla Regione dimostrando come l’assenza di un adeguato impegno governativo produca diseguaglianze territoriali”. Ma “i diritti non possono avere un prezzo: l’esercito dei caregiver italiani non merita di essere dimenticato, magari per finanziare altri eserciti”, chiudono Gazza e Medici.

