Massari: “La memoria è un atto civile e politico quotidiano”. Deposti fiori al poligono di tiro, presente anche la sindaca di Genova Silvia Salis
REGGIO EMILIA – La nostra città ha commemorato oggi l’82° anniversario della fucilazione dei sette fratelli Cervi e di Quarto Camurri, avvenuta il 28 dicembre 1943 al poligono di tiro per mano fascista. In mattinata, le autorità hanno deposto fiori proprio al poligono, luogo dell’eccidio, prima della cerimonia ufficiale nella Sala del Tricolore.
Una commemorazione inserita in una ideale “staffetta della memoria” iniziata ieri a Guastalla e Campegine e destinata a proseguire nel pomeriggio a Casa Cervi. Presenti, tra gli altri, il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari e la sindaca di Genova Silvia Salis.
Nel suo intervento, Massari ha sottolineato come questo appuntamento rinnovi ogni anno “un legame profondo tra la nostra storia e il nostro presente, tra la memoria di un sacrificio estremo e la responsabilità civile che da quel sacrificio deriva”. Un significato rafforzato dal luogo della cerimonia: “Lo facciamo qui, nella Sala del Tricolore, dove celebriamo la bandiera nazionale, vilipesa dal regime fascista e risollevata nel suo onore civile e morale da italiani come i fratelli Cervi”.
Ricordare Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore Cervi, insieme a Quarto Camurri, significa ricordare una scelta. “In uno dei momenti più bui della storia d’Italia seppero scegliere – ha detto il sindaco – di non voltarsi dall’altra parte, di non accettare l’ingiustizia come destino, di non piegarsi alla violenza del fascismo”. Uccisi per rappresaglia, “la loro morte non riuscì però a spegnere ciò che avevano acceso: una coscienza collettiva fondata sulla libertà, sulla dignità umana, sulla giustizia”.
Massari ha ricordato i Cervi come “contadini, uomini del lavoro e della terra, profondamente radicati nella loro comunità”, capaci di trasformare la quotidianità in scelta civile e l’antifascismo in pratica concreta, aprendo la loro casa all’accoglienza e all’aiuto dei perseguitati. “Accanto a loro – ha aggiunto – Quarto Camurri condivise la stessa scelta e lo stesso destino”.
Il sacrificio dei Cervi, ha proseguito il sindaco, “appartiene all’Italia repubblicana e antifascista”, e chiama ancora oggi a una responsabilità viva. Da qui il riferimento alle città medaglia d’oro della Resistenza: “Essere città medaglia d’oro, come Reggio Emilia e come Genova – ha detto salutando la sindaca Silvia Salis – non è un riconoscimento che resta nel passato, ma una responsabilità che ci riguarda ogni giorno”.
Nel suo discorso, Massari ha ribadito l’importanza della legalità democratica e dello Stato di diritto, richiamando anche il tema della coesione sociale. “I Cervi seppero costruire legami, unire persone diverse attorno a valori comuni. Oggi Reggio Emilia sceglie di essere una città che non lascia indietro nessuno, investendo nel welfare di comunità, nella solidarietà e nella partecipazione”.
Un passaggio è stato dedicato alle giovani generazioni: “Trasmettere la Resistenza non significa raccontare una storia lontana, ma offrire strumenti per leggere il presente, riconoscere i pericoli dell’odio, del razzismo e dei nuovi autoritarismi”. La scuola, ha sottolineato, è il luogo in cui “la memoria diventa conoscenza e coscienza critica”.
Richiamato anche il valore dell’accoglienza, intesa come gesto concreto e rischioso allora come oggi: “Accogliere significa riconoscere l’altro come persona, rifiutare la logica della paura e della divisione, perché l’uguaglianza è il diritto di ognuno a non essere discriminato”.
In conclusione, il sindaco ha definito la memoria “non un esercizio retorico, ma un atto politico e civile”, ringraziando l’Istituto Cervi come “luogo vivo di studio, educazione e confronto democratico”, con un saluto al neo presidente Vasco Errani e un ringraziamento ad Albertina Soliani.
“A nome della città di Reggio Emilia – ha concluso Massari – rendiamo omaggio ai sette fratelli Cervi e a Quarto Camurri con rispetto e gratitudine. Reggio Emilia non dimentica e, proprio per questo, sa guardare avanti”.

