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Omicidio di Bibbiano: Stefani condannato a oltre 4 anni

Il gup riformula l’accusa in omicidio preterintenzionale: riconosciuta una provvisionale ai familiari della vittima

REGGIO EMILIA – Una vicenda avvenuta a Bibbiano nata da un alterco, degenerato in tragedia, si è chiusa, almeno per ora, con una condanna in primo grado. Il giudice dell’udienza preliminare Matteo Gambarati ha inflitto a Riccardo Stefani, 42 anni, una pena di 4 anni, 5 mesi e 10 giorni di reclusione per la morte del muratore albanese Iliryan Minaj, 62 anni, avvenuta al termine di una violenta colluttazione il 7 giugno del 2024. Il processo si è svolto con rito abbreviato e l’accusa è stata riformulata in omicidio preterintenzionale.

Nel corso dell’udienza Stefani ha ribadito la propria versione dei fatti, parlando di una “tragica fatalità” e sostenendo di aver agito per difendere sé stesso e la madre. La difesa, rappresentata dall’avvocato Stefano Germini, ha insistito fino all’ultimo sulla legittima difesa, tesi però non accolta dal giudice.

Il gup non ha sposato integralmente neppure l’impostazione accusatoria della Procura, scegliendo una qualificazione giuridica intermedia dei fatti. Secondo il legale dell’imputato, Stefani avrebbe reagito a un’aggressione all’interno della propria abitazione, in una situazione di forte concitazione e con mezzi ritenuti proporzionati rispetto al contesto. Una ricostruzione che non ha convinto il tribunale.

I familiari della vittima – la figlia Giulia Minaj e la madre Natasha Bylykbashi – si sono costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Nino Giordano Ruffini, aderendo alle richieste del pubblico ministero. Il giudice ha disposto una provvisionale di 10mila euro, rimandando la quantificazione definitiva del risarcimento alla sede civile. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Secondo quanto ricostruito dal pm Chiesi nel capo d’imputazione, il giorno dei fatti Minaj stava attraversando l’area verde tra i condomini di via Venturi e via Fratelli Corradini, a Bibbiano, per andare a trovare la nipote. Dalla finestra dell’abitazione di Stefani sarebbero partite provocazioni e insulti a sfondo razzista, oltre al lancio di un vaso di plastica con una piantina.

La situazione è poi precipitata sul pianerottolo di casa dell’imputato, dove Stefani avrebbe colpito Minaj al volto con un coltello da disosso dalla lama di 13 centimetri, ferendolo alle labbra. Dopo aver chiuso la porta, la colluttazione è proseguita: Minaj, disarmato ma in preda alla rabbia, avrebbe sferrato un calcio che squarciò la porta. Attraverso quell’apertura, secondo l’accusa, sarebbe arrivato il fendente mortale al torace, che ha perforato cuore e polmone, risultando letale.

In aula Stefani ha sostenuto di aver agitato il coltello “alla cieca” attraverso il foro della porta, nel tentativo di spaventare l’uomo e impedirgli di entrare.