Logo
“Mentre si litiga sul nulla, ai nostri figli si chiede se andrebbero in guerra”

Alessandro Fontanesi: “Tra presepi, volantini e polemiche sterili, scuole e politica ignorano il cuore del problema: un questionario istituzionale per gli studenti che normalizza il conflitto e interroga gli adolescenti sulla loro disponibilità ad arruolarsi”

REGGIO EMILIA Sono nipote di un partigiano vero, morto più di 50 anni fa e padre di un ragazzo che frequenta le scuole superiori, mentre in città va in scena il ridicolo teatrino tra destra e sinistra, i primi alle prese con l’incredibile problema del presepe ed i secondi col surreale problema dei volantini “fasssistihhh” distribuiti fuori da un paio di scuole reggiane, ai nostri figli viene recapitato, anche tramite circolare scolastica, la richiesta di partecipare ad una consultazione online su “Guerra e conflitti” proveniente dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, nominata dai Presidenti di Camera e Senato.
La notizia rilanciata dal Fatto Quotidiano lo scorso due dicembre, riporta che il questionario è composto da 32 domande rivolto a ragazzi e ragazze tra i 14 e 18 anni e lo si può trovare sul sito iopartecipo.garanteinfanzia.org “la tua voce conta” così recita il titolo. “Se il mio Paese entrasse in guerra mi sentirei responsabile e se servisse mi arruolerei. Quanto sei d’accordo con questa affermazione? ”, questo viene chiesto oggi nella scuola italiana ai nostri figli.
Gli insegnanti di sinistra, soprattutto, non hanno nulla da dire, oltre a occuparsi dei volantini? Le associazioni dei partigiani (che non ci sono purtroppo più) e le organizzazioni sindacali che si stanno occupando del terribile volantino di blocco studentesco, trovano del tutto normale che ai nostri figli vengano di fatto interrogati attraverso la scuola, sulla possibilità di andare a fare la guerra, perché di questo si tratta, normalizzando quindi la guerra stessa?
Come ben si vede, destra e sinistra si dividono sul sesso degli angeli, ossia sul nulla, mentre sulle questioni che determinano la vita delle famiglie e degli italiani, sono esattamente d’accordo, perché oltre a votare il riarmo europeo da 800 miliardi, sostengono supinamente l’invio delle armi a quell’Ucraina dove coi soldi degli italiani si fanno i cessi d’oro ed ora ai nostri figli, addirittura, si prepara il terreno per la guerra che tanto bramano politici, giornalai, opinionisti televisivi e i vari tifosetti di partito, siano essi di destra o di sinistra.
Partissero tutti questi per fare la guerra, tanto per vedere l’effetto che fa, diano il buon esempio no? I nostri figli li vogliamo qui, vivi, per portare a compimento quella premessa di rivoluzione che fu la Resistenza italiana ed i cui principi sono ben lungi dall’essere realizzati.
Alessandro Fontanesi, Comunisti Reggiani