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Libia, la tragedia di Natale: annegati 116 migranti

L’imbarcazione è partita dalla Libia il 19 dicembre, il 21 dicembre alcuni pescatori tunisini hanno trovato un uomo che potrebbe essere l’unico sopravvissuto

ROMA – Un nuovo naufragio nel Mediterraneo centrale, al largo della Libia, è costato la vita a 116 persone. Lo scrive la ong tedesca Sea Watch, citando le notizie di Alarm Phone, rete internazionale di attivisti e volontari che gestisce una linea telefonica di emergenza per migranti in difficoltà durante la traversata del Mediterraneo.

Alarm Phone afferma di aver ripetutamente tentato di contattare l’imbarcazione tramite telefono satellitare, senza successo. “Abbiamo allertato la guardia costiera e le ong competenti, pur non avendo una posizione GPS. Per tutto il giorno abbiamo continuato a provare a contattare la barca tramite telefono satellitare, ma ancora una volta senza successo”.

“Quando abbiamo contattato la Guardia Costiera italiana, hanno confermato di aver ricevuto la nostra e-mail, ma hanno immediatamente interrotto la chiamata senza fornire ulteriori informazioni o rassicurazioni”, prosegue l’organizzazione sostenendo che la Guardia costiera libica “ci ha comunicato telefonicamente di non aver soccorso né intercettato alcuna imbarcazione il 18 o 19 dicembre”.

Due giorni dopo, la sera del 21 dicembre, dice sempre la Ong “abbiamo ricevuto informazioni secondo cui alcuni pescatori tunisini avevano trovato un unico sopravvissuto su una barca di legno. L’uomo avrebbe dichiarato di essere partito da Zuwara due giorni prima e di essere l’unico sopravvissuto”.

Secondo la sua testimonianza, solo poche ore dopo la partenza le condizioni meteorologiche sono peggiorate drasticamente, con venti che hanno raggiunto i 40 km/h. “Alarm Phone ha provato a verificare questa informazione – conclude la Ong – ma non è ancora riuscito a confermarla completamente”.