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Festival Dinamico, Fdi verso esposto a Finanza

Il capogruppo Paglialonga: “Su compensi a Burani (Avs) i conti non tornano”

REGGIO EMILIA – Il gruppo di Fratelli d’Italia in Comune a Reggio Emilia insiste a chiedere trasparenza sulla vicenda del “Dinamico festival” e sul presunto conflitto di interessi per Paolo Burani, oggi consigliere regionale di Avs (e capogruppo di Europa Verde nella scorsa consigliatura) coinvolto nell’organizzazione della kermesse. E il capogruppo Cristian Paglialonga, per fare piena luce, si appresta a presentare un esposto alla Guardia di finanza.

Tutto nasce nell’ambito del botta e risposta tra Paglialonga e Burani, accusato dall’esponente del partito di Giorgia Meloni di aver percepito denaro nonostante avesse dichiarato di essersi dimesso dalla direzione del festival, che si svolge al parco del Popolo di Reggio fin dal 2019. In dettaglio, lo scorso settembre, Burani ha dichiarato a mezzo stampa di aver percepito nel 2022 la somma di 915 euro come “rimborso spese” per attività riferite agli anni precedenti.

Un dato che stride con quanto riportato nella documentazione ufficiale del Festival (pubblicata sul sito) che certifica invece come Burani ha ricevuto nel 2022 1.150 euro per una “prestazione occasionale”. Paglialonga, considerato il contributo annuale dato dal Comune alla manifestazione (20.000 euro all’anno prorogati fino al 2027), ha quindi chiesto all’ente di piazza Prampolini di verificare la “evidente e macroscopica contraddizione tra la dichiarazione resa da Burani e quanto attestato dagli atti ufficiali”, perchè ritenuta una “violazione del principio di trasparenza e della normativa che impone la corretta rendicontazione dei contributi pubblici”.

La risposta degli uffici, a firma del dirigente ad interim alla Cultura Nando Rinaldi, è arrivata nei giorni scorsi segnalando che “non risultano notule attestanti prestazioni occasionali del signor Paolo Burani”. Gli atti in possesso dell’amministrazione infatti, “nel rispetto del regolamento per la concessione di contributi, patrocinio e altri benefici economici, contengono solo l’insieme dei giustificativi necessari ai fini della liquidazione del contributo erogato in cui sono ricomprese altre spese sostenute dall’associazione per lo svolgimento dell’iniziativa”.

Insomma, spiega Rinaldi, “esula dalle nostre strette competenze verificare dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa che non possono essere suffragate da documentazioni in nostro possesso e che richiederebbero per essere accertate di approfondimenti che non attengano strettamente a quanto previsto dalla norma di riferimento, la legge 241/90, e dal Regolamento applicativo che ne discende”. Pertanto, conclude il dirigente, “si conferma la correttezza dell’operato degli uffici e l’assenza, allo stato, di riscontri documentali utili a sostenere l’ipotesi di compensi non dichiarati nell’ambito del procedimento amministrativo oggetto di verifica”.

Secondo Paglialonga, invece, “tale verifica preventiva rappresentava (e rappresenta tuttora) un presupposto essenziale ai fini della corretta e trasparente erogazione del contributo pubblico”. Da qui la decisione di rivolgersi alle Fiamme Gialle.
Ma non è tutto. Lo scorso 2 dicembre il capogruppo di Fdi in Comune ha inoltrato una richiesta di parere al segretario dell’ente Donato Marengo, chiedendo se “è ammissibile che un consigliere comunale in carica, appartenente alla maggioranza che sostiene il sindaco, partecipi alle commissioni di vigilanza in rappresentanza privata di un soggetto beneficiario di contributi comunali”.

Tra il 2019 e il 2024 Burani – come detto allora capogruppo di Europa Verde in sala del Tricolore – ha preso parte a tutte le riunioni organizzative del festival in qualità (come emerge dai verbali di cui la Dire ha copia) di “direttore di produzione e responsabile della sicurezza”. Titolo che Paglialonga chiede di appurare. Infine viene sottolineato che la presidentre dell’associazione “Dinamica”, organizzatrice del festival, è Elena Burani, sorella dell’attuale consigliere regionale. Paglialonga chiede quindi se “in presenza di tali circostanze le autorizzazioni rilasciate dalle commissioni 2019-2024 sono da considerarsi illegittime e i contributi erogati potenzialmente indebiti” (fonte Dire).