Logo
Discarica d’acciaio, la Provincia: “Nostri atti regolari”

L’ente: “L’Aia a Bacchi era dovuta per il cambio di normativa”

REGGIO EMILIA – L’attività dell’azienda Bacchi che ha dato vita alla maxi discarica abusiva di scorie d’acciaio nell’area industriale “Dugara” di Brescello era stata autorizzata dalla Provincia come “atto dovuto” dopo un cambio della normativa. Lo precisano da Palazzo Allende, ricordando che “ad oggi, non risulta alcuna contestazione mossa né alla Provincia, né a suoi dipendenti”.

Entrando nel merito della questione, l’ente di corso Garibaldi spiega che la Bacchi era stata incaricata della posa di residui di lavorazione di acciaieria, in sostituzione della ghiaia, per la realizzazione del sottofondo delle opere di urbanizzazione di un polo intermodale. I lavori erano previsti da un piano particolareggiato approvato dal Comune di Brescello.

L’autorizzazione all’operazione di recupero dei rifiuti ferrosi era stata rilasciata già alcuni anni prima, nel 2008, mentre la validità del piano autorizzato dal Comune aveva come termine il 2016. Tuttavia con il decreto legislativo 46 del 2014, che ha modificato il Codice dell’ambiente, l’attività svolta dalla Bacchi è stata espressamente ricondotta tra quelle soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) che la Provincia rilasciò nel 2015 – appunto come atto dovuto – dopo tre conferenze di servizi istruttorie.

Tale atto, fa notare ancora l’amministrazione provinciale “non autorizzava la prosecuzione dell’attività di stesura delle scorie, ma ne prevedeva espressamente il divieto, essendo già stata completata la sagoma geometrica prevista dal progetto di urbanizzazione”. Inoltre “disponeva il monitoraggio delle acque sotterranee per i 5 anni successivi” e, infine, imponeva alla ditta di completare le opere di urbanizzazione (come strade e parcheggi) entro il 25 maggio 2016, data di scadenza del titolo comunale allora vigente.

Questo perché (come riconosciuto anche dall’atto istruttorio dei carabinieri) solo il completamento delle urbanizzazioni avrebbe consentito di considerare effettivamente compiuto il recupero dei rifiuti”. Tuttavia “a decorrere dall’1 gennaio 2016, la Provincia ha poi perso le competenze in materia ambientale, trasferite ad Arpae in attuazione della legge regionale 13 del 2015”, conclude l’ente reggiano.