Per la Dugara, invece, “i materiali di recupero non pericolosi utilizzati per la formazione di rilevati e sottofondi stradali sono quelli previsti dal decreto del ministero dell’Ambiente”
REGGIO EMILIA – La “Dugara spa” è certa “di aver operato con la massima trasparenza e nel pieno rispetto di autorizzazioni ricevute e progetti approvati” e i suoi amministratori “hanno già offerto piena collaborazione alle autorità competenti per agevolare lo svolgimento delle indagini”.
Lo fanno sapere dall’azienda coinvolta nell’inchiesta della Procura di Reggio Emilia su una maxi discarica abusiva con quasi un milione di tonnellate di scorie di acciaieria interrate in un’area del territorio del Comune di Brescello, interessata dal progetto di un nuovo polo logistico. I rifiuti che vi sono invece stati accumulati dal 2016, secondo gli inquirenti, avrebbero contaminato le falde acquifere del sito, portando al superamento dei valori limite di parametri come ferro e arsenico.
Per la Dugara, invece, “i materiali di recupero non pericolosi utilizzati per la formazione di rilevati e sottofondi stradali sono quelli previsti dal decreto del ministero dell’Ambiente del 5 febbraio 1998”. Per questo “siamo fiduciosi che le verifiche confermeranno la piena regolarità del nostro operato e ribadiranno l’attenzione costante dell’azienda verso il territorio”, concludono dalla società colpita nei giorni scorsi da un decreto di perquisizione, così come le nove persone fisiche indagate.

