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Diga sull’Enza, il Pd: “Non sia opera di propaganda”

I Dem al ministro Salvini: “Va seguito il percorso più corretto dal punto di vista giuridico, tecnico e amministrativo e della sostenibilità socio-ambientale”

REGGIO EMILIA – Le parole di Matteo Salvini pronunciate al telefono alla festa per gli auguri di Natale della Lega a Parma (“Entro la fine della legislatura poseremo la prima pietra della diga di Vetto”), fanno sobbalzare il Partito democratico di Reggio Emilia. Che, anche in vista di una possibile visita in Emilia del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, prevista per giovedì, ribadisce: “L’invaso della Val d’Enza non può diventare un’operazione di propaganda”.

Invece, “va seguito il percorso più corretto dal punto di vista giuridico, tecnico e amministrativo e della sostenibilità socio-ambientale, evitando di esporre questa opera strategica a blocchi successivi, con il solo obiettivo della prossima campagna elettorale”. Insomma, rimarcano i dem reggiani, “non abbiamo bisogno di ‘annuncite’ e di un altro Ponte di Messina, la cui prima pietra imminente viene promessa ogni sei mesi. Con questo approccio si prenderebbero in giro cittadini, imprese e territori”. Il Pd chiede pertanto “un confronto istituzionale stabile con il commissario e il prefetto, capace di accompagnare con responsabilità le prossime fasi progettuali”.

Perché “questo territorio non crede nel dirigismo di qualche protagonista, ma nell’azione collegiale: il futuro si costruisce insieme, con serietà e visione, perché non è materia di propaganda né oggetto di campagne elettorali permanenti”. Per quanto riguarda l’iter della diga è intanto iniziata la fase del dibattito pubblico sulle due opzioni contemplate nel Docfap (documento di fattibilità delle alternative progettuali) finanziato con 500.000 euro dai Consorzi di bonifica di Reggio Emilia e Parma. Per la progettazione invece, l’allora Governo Draghi ha stanziato 3,2 milioni. La diga di Vetto, per almeno 86 milioni di metri cubi d’acqua, ha un costo stimato di 430 milioni.